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Alpe Sacchi e Camasca in e-bike: il Lago d’Orta come non l’avete mai visto

Il primo episodio di Laghi e Montagne parte dal Lago d’Orta e dai sentieri di casa. Un itinerario ad anello in MTB ed e-bike attraverso Alpe Sacchi, Camasca, Monte Mazzuccone, Saccarello e Quarne, tra panorami sul lago, storia della Resistenza e sentieri che raccontano un rapporto profondo con questo territorio. Un percorso in cui lago e montagna diventano una cosa sola e la MTB è lo strumento ideale per scoprirli.

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Ci sono giri che scegli perché non li conosci. E poi ci sono quelli da cui devi partire proprio perché li conosci da sempre.

Il primo capitolo di Laghi e Montagne non poteva che iniziare da qui: dall’anello dell’Alpe Sacchi e della Camasca. Il mio giro di casa.

È qui che, in qualche modo, ho cominciato a pedalare. Sul Monte Zuoli sono arrivati i primi saltini, i pistini con la BMX, le prime sensazioni di quello che molti anni dopo sarebbe diventato qualcosa di molto più grande. E ancora oggi tutta l’area dei laghetti di Nonio e la salita verso i Sacchi conserva per me un’energia particolare. Quelle good vibrations difficili da spiegare, ma facilissime da riconoscere quando le senti.

Sono luoghi che ti fanno venire voglia di tornare. Di infilarti in una strada che non conosci, vedere dove porta, scoprire cosa c’è dietro la montagna successiva. E poi c’è la Camasca.

Ci sono Quarna e il paese delle mie origini. C’è una montagna che porta ancora con sé un fortissimo messaggio storico legato alla Resistenza. E soprattutto c’è quell’unione tra lago e montagna che, così stretta e potente, si può ritrovare in pochi altri posti.

Una montagna che si tuffa nel lago

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Qui la montagna non fa semplicemente da sfondo al lago. Ci finisce dentro.

Scendendo dalle Quarne si ha quasi la sensazione che i versanti precipitino direttamente nelle acque del Lago d’Orta. Un lago piccolo, raccolto, molto diverso dalla monumentalità di altri grandi laghi alpini. Ed è forse proprio questa dimensione a renderlo così particolare.

Il Lago d’Orta ha una magia intimista. È racchiuso dentro un abbraccio forte e presente della natura e, quando lo osservi dall’alto, questa sensazione diventa ancora più evidente.

È proprio da questo rapporto strettissimo tra acqua e quota che nasce Laghi e Montagne: cercare itinerari nei quali la MTB permetta di attraversare territori diversi, salire in alto e poi guardare il lago da una prospettiva completamente nuova.

Questo primo giro ne è quasi la dichiarazione d’intenti.

Un anello perfetto per l’e-bike

L’itinerario dell’Alpe Sacchi e della Camasca farà sicuramente la gioia di chi pedala in e-bike.

Una parte di questo territorio è già stata raccontata dal nostro Mingus, che interpreta le ruote grasse in maniera diversa dalla mia: sempre intensamente, ma con quella componente conviviale capace di trasformare una pedalata in qualcosa che spesso va ben oltre la semplice uscita in bici.

Questa volta ho voluto aggiungere qualcosa.

La salita all’Aquila, la discesa e poi l’esplorazione del Saccarello ampliano il giro e, soprattutto, ne cambiano in parte il carattere.

Perché c’è un’altra dimensione che mi interessa raccontare con questi itinerari: quella dei giri in solitaria.

Quando sei solo, la meta può diventare più fluida. Puoi cambiare programma, fermarti, seguire una traccia o abbandonarla. Puoi soprattutto ascoltare il territorio e le sue energie senza interferenze.

Non c’è bisogno di riempire ogni momento. A volte basta pedalare.

Due balconi sul territorio

A questa dimensione più intima si aggiunge poi quella del panorama.

E in questo giro ci sono almeno due balconi davvero speciali.

Il primo è il Monte Mazzuccone. Il secondo è il Saccarello.

Da lassù la prospettiva cambia completamente. Da una parte il Lago d’Orta, che si allunga sotto di noi e sembra perdersi verso l’orizzonte. Dall’altra le montagne vere, quelle imponenti, con i Quattromila alpini a costruire la cornice più lontana. E poi il Massone.

Un’altra delle mete del nostro peregrinare in MTB, che dalle Quarne possiamo osservare dalla prospettiva opposta rispetto a quella delle nostre discese abituali.

È uno degli aspetti che amo maggiormente di questo territorio: pedalando, luoghi che sembravano separati iniziano improvvisamente a collegarsi.

Una montagna vista da un’altra montagna. Un trail che riconosci dall’altra parte della valle. Una linea già percorsa che, osservata da lontano, assume un significato completamente diverso.

Poco alla volta si costruisce una mappa personale.

La discesa potrebbe continuare. Ma non questa volta

Teoricamente questo giro potrebbe spingersi ancora più in basso.

Con un lungo tuffo a gravità negativa si potrebbe arrivare fino a Omegna. Le possibilità non mancano, ma per questa traccia ho deciso, soprattutto per ragioni di sicurezza e per mantenere coerente il carattere dell’itinerario, di fermare la discesa a Quarna Sopra.

Il resto appartiene a un altro tipo di racconto.

C’è, per esempio, la discesa del Fontegno, che negli anni è diventata una sorta di laboratorio naturale: una delle salite sulle quali provo praticamente tutte le e-bike che passano da 365, compresa la Mondraker Zenith con cui ho realizzato questo giro.

E c’è il versante che scende verso la centrale di Nonio, fino a Omegna, passando attraverso trail come i GAG.

Sono sentieri sui quali provo setting, gomme, sospensioni e componenti. Luoghi dove quelle sensazioni che inizialmente appartengono soltanto alla guida finiscono poi, elaborate e confrontate, negli articoli che leggete su 365.

Anche per questo non sono semplicemente “sentieri di casa”.

Sono parte del mio modo di vivere la mountain bike.

Il giro di casa

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Alla fine questo primo episodio di Laghi e Montagne racconta esattamente ciò da cui volevo partire.

Non dal giro più lontano. Non necessariamente dal più spettacolare o dal più estremo.

Ma da quello che spiega meglio tutto il resto.

Un anello tra APE, Sacchi, Camasca, Mazzuccone, Saccarello e Quarne. Un viaggio breve in termini geografici, ma capace di mettere insieme MTB, esplorazione, storia, memoria personale e paesaggio.

Ci sono la Resistenza e le tracce lasciate da chi queste montagne le ha vissute molto prima di noi. Ci sono le mie origini. Ci sono i posti dove ho iniziato a giocare con una BMX e quelli dove oggi provo le biciclette e i componenti che finiscono sulle pagine di 365.

E soprattutto ci sono loro: il lago e la montagna.

Così vicini da sembrare una cosa sola.

La montagna sale, concede per un attimo uno sguardo lontanissimo sulle Alpi e poi cambia improvvisamente direzione, precipitando verso quell’acqua scura e raccolta che da quassù sembra attirare ogni linea verso di sé.

Forse Laghi e Montagne nasce proprio da questa sensazione.

Dal desiderio di salire abbastanza in alto da riuscire a vedere il territorio nella sua interezza, per poi lasciarsi cadere nuovamente dentro di esso.

E per iniziare questo viaggio non potevo scegliere altro posto.

Doveva essere il giro di casa.



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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