Claudia Peretti, campionessa italiana e una delle più forti interpreti delle marathon mondiali – sua la vittoria alla HERO di quest’anno – ha centrato un obiettivo di grande prestigio: la medaglia d’argento al Campionato del Mondo Marathon. Un risultato cercato, preparato e costruito nelle settimane precedenti alla gara, anche attraverso un periodo di allenamento in altura a Cervinia.
«Ovviamente sono contentissima per questo secondo posto. Sinceramente avevo preparato questa gara per centrare una medaglia: l’obiettivo era quello».
Claudia Peretti non nasconde la soddisfazione. Il secondo posto mondiale non è arrivato per caso, ma al termine di un avvicinamento studiato appositamente per presentarsi al via nelle migliori condizioni possibili.
Due settimane a Cervinia pensando solo al Mondiale

Per preparare l’appuntamento iridato, Peretti ha scelto Cervinia, dove ha trascorso due settimane di allenamento.
«È un posto dove so di potermi allenare bene e che mi piace particolarmente. Per la maggior parte del tempo sono stata da sola e anche questa è una cosa che mi aiuta, perché riesco a concentrarmi davvero sui miei obiettivi. Tutto quello che faccio lo faccio per me e riesco a utilizzare tutte le energie per gli allenamenti, senza perdermi in altre cose».
Le sensazioni alla vigilia erano positive, ma nelle marathon – e soprattutto in un Mondiale – sapere di stare bene non offre alcuna garanzia.
«Sono arrivata sapendo di avere un buono stato di forma. Però, come sai, non è detto che quando stai bene poi riesca a finalizzare la gara. Puoi avere problemi meccanici oppure le sensazioni avute in allenamento possono non essere così indicative del risultato. Per fortuna quel giorno stavo bene e l’ho capito subito sulla prima salita: avevo una buona gamba».
La scelta della front: vantaggio in salita, conto da pagare in discesa

Una delle decisioni più interessanti della gara di Peretti è stata quella relativa alla bici. L’azzurra ha scelto infatti di correre con una front, mentre le altre principali avversarie erano in sella a una full suspension.
Una scelta che ha condizionato in maniera evidente la sua condotta di gara.
«In salita avevo un vantaggio rispetto alle altre ragazze, che erano tutte con la full. In discesa invece perdevo un po’, però quello che lasciavo in discesa riuscivo a recuperarlo senza problemi in salita».
A gara conclusa, però, Peretti non è ancora completamente sicura che sia stata la soluzione migliore.
«Non so ancora se sia stata la scelta giusta. Soprattutto nell’ultima discesa sono andata davvero piano, perché iniziavo ad avere male anche alle mani. È una bici molto rigida e in discesa non ti permette di recuperare tanto».
Una medaglia che vale anche come riscatto

Al di là delle considerazioni tecniche, resta un risultato che assume un significato particolare nella stagione di Claudia Peretti. È infatti la sua prima medaglia in un Campionato del Mondo e arriva dopo la delusione dell’Europeo, altro appuntamento sul quale aveva investito molto.
«Sono già contenta di questo secondo posto: non avevo mai conquistato una medaglia al Mondiale. In più quest’anno era andato male anche l’Europeo. Ci avevo puntato tanto e pensavo di averlo preparato bene, invece sono arrivata quarta e mi aveva fatto male non essere riuscita a portare a casa una medaglia».
Una delusione che, invece di pesare sul finale di stagione, è diventata una motivazione in più.
«Avevo proprio bisogno di rifarmi e ho preparato il Mondiale per questo».
Missione compiuta: dopo la vittoria alla HERO e il titolo italiano, Claudia Peretti aggiunge così alla sua stagione una medaglia mondiale, la prima della sua carriera.