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Test PEDRONI Mate Team: Una Enduro Made in Italy al 100%

Abbiamo provato la Pedroni Mate, mtb da enduro in formato 29″ con escursione di 165mm al posteriore e 170mm all’anteriore. Una vera e propria chicca ‘Made in Italy’.

Pedroni Mate (16)
Pedroni Mate (16)

Angolo sterzo (°)Tubo verticale (mm)Carro posteriore (mm)Interasse (mm)Escursione ant/post (mm)
64,5°430mm450mm1230mm170/165mm
Taglia M

Pedroni Race è un’azienda a tutti gli effetti “Made in Italy” che segue tutti i processi produttivi nella sua sede in provincia di Reggio Emilia: dalla progettazione, dallo stampo alla produzione. Negli anni si sono fatti conoscere per la loro professionalità nel lavorare il carbonio, non solo nel reparto bici.

VIDEO TEST

Le nostre biciclette sono progettate, prodotte e assemblate nel nostro stabilimento di Reggio Emilia. Grazie alla produzione interna, siamo in grado di ottenere un eccellente controllo di qualità in ogni fase del processo produttivo – Stefano Giussani e Michele Pedroni, Pedroni Race

CARATTERISTICHE

Telaio con carbonio dove si possono notare le fibre a vista poste in modo impeccabile. Tutto è molto “raw” dove non si cerca di nascondere nulla ma, anzi, mettere in mostra tutta la qualità e la passione nella lavorazione del carbonio.

Pedroni Mate (16)
Il fissaggio dell’ammortizzatore è forse un po’ grezza ma funzionale

Le sezioni dei tubi vanno un po’ in controtendenza con le linee moderne dove si tende ad esasperare sempre di più la circonferenza: se la progettazione del telaio e la lavorazione del carbonio sono fatte bene, la rigidità la si raggiunge allo stesso modo senza andare a sovradimensionare i tubi. La biella che collega l’ammortizzatore, assieme al carro posteriore, sono in alluminio mentre il triangolo anteriore è in carbonio.

Sospensioni EXT con all’anteriore la nuova forcella EXT Era v2 e al posteriore ammortizzatore a molla Storia Lok v3. La taratura dell’ammortizzatore è stata studiata assieme ai tecnici EXT per dare una regolazione ottimale di base studiando la curva di compressione della bici. Michele è il primo che può dare feedback importanti sulla taratura, altro aspetto importante nell’acquisto di una bici artigianale.

Aspetto interessante sulla forcella Era, è la presenza di 2 camere d’aria positive che lavorano con una camera d’aria negativa ad alto volume che si attiva automaticamente: in una camera c’è la classica aria che serve alla compressione, sull’altra si regola la progressione della forcella (più aria si mette, più la forcella diventa progressiva nel finale di corsa).

Cambio misto Sram GX e NX a 12v: una trasmissione che va dritta alla sostanza. Componenstistica SWITCH su manubrio, attacco e reggisella. Reggisella con escursione di 150mm. Ruote assemblate con cerchio RADIALE X30, 29″, tubeless ready e mozzo NOVATEK R25 Ergal XD.

INTERVISTA A MICHELE PEDRONI: IL FONDATORE

In questo test ci siamo soffermati naturalmente sulle prestazioni, e caratteristiche, della Pedroni Mate. Ma per chi vuole approfondire la storia di Pedroni, e conoscere meglio Michele, ripubblichiamo un’intervista di questo inverno con il fondatore di Pedroni che, assieme a Stefano Giussani, ha dato il via alla rinnovata Pedroni Race. Michele Pedroni, nella sua carriera, ha vinto anche un titolo italiano DH nella categoria Master 1. Spazio al video.

VERSIONI E COMPONENTI

La Mate viene proposta in 4 modelli: Mate Elite (10.900€), Mate Team (7.900€), Mate Racer (6.900€ – in test) e Mate Bike Park (5.700€). Al sito ufficiale puoi trovare tutti i dettagli dei vari montaggi. I prezzi variano dai 5.700€ della Mate Bike Park ai 10.900€ della Mate Elite con ruote Carbon.

Queste sono le 4 linee di montaggio proposte (si possono valutare anche eventuali cambiamenti direttamente con l’azienda). Anche la verniciatura è personalizzabile, fermo restando che Pedroni spinge sempre per lo stile carbon look, loro marchio di fabbrica.

GEOMETRIA

La Mate presenta geometrie endureggianti ma non “da camion rimorchio” come alcune enduro di nuova generazione, le quali sono progettate più per atleti professionisti EWS (o EDR per essere precisi) che per amatori che vogliono godersi la bici. Formato 29″, 64.4° di angolo sterzo e 76° effettivi di angolo sella. Ecco qui sotto le misure nel completo.

A. Seat Tube Length – mm430
B. Top Tube Length – mm602
C. Head Tube Length – mm100
D. Head Tube Angle64,5°
E. Seat Tube Angle Real70,5°
F. Seat Tube Angle Effective76°
G. Chainstay Length 29” – mm439
G. Chainstay Length 27,5” – mm436
H. Wheel Base 29” – mm1230
H. Wheel Base 27,5” – mm1227
I. Stack – mm623
J. Reach – mm455
K. Bottom Bracket – mm345
K. Bottom Bracket Drop 29” – mm25
L. Bottom Bracket Drop 27,5” – mm5
Taglia M

IL RESPONSO DEL TEST

Michele mi ha detto che la bici deve far diventare tutto burro fuso, anche i rock garden più cattivi, e con questa idea di burro fuso sono andato a testarla. La bici ha una inclinazione gravity naturalmente e il divertimento maggiore si ha in discesa. Le prime due uscite sono state in Bike Park, precisamente a Fai della Paganella, dove siamo riusciti a mettere assieme tante discese assieme a Mirco Montagni ed Enrico Rodella, CEO di BYB Tech srl (telemetrie per MTB).

pedroni test
Frame estrapolato dal video TEST (link in apertura articolo)

Nei primi giri le sensazioni non erano state ottimali: la bici non restituiva energia e sembrava fin troppo ovattata. Ma dopo aver aperto di più il ritorno (Michele me l’aveva detto) la bici è cambiata totalmente e ho cominciato a trovare un buon feeling: anche pochi click di regolazione dell’EXT, abbinato allo schema ammortizzante della Pedroni, si sentono molto. Il ritorno dell’ammortizzatore va regolato abbastanza aperto (veloce) per permette alla Pedroni di dare il meglio. A livello di basse e alte velocità, Michele mi ha dato un setup base (su consiglio di EXT) da cui non mi sono discostato molto, se non pochissimi click solo per mia pignoleria e curiosità. Devo ammettere che la regolazione delle alte velocità con la chiave inglese da 12, mi ha un po’ spiazzato, ma il giorno dopo ci siamo attrezzati.

Pedroni Mate (16)
Ammo EXT Storia: alle alte velocità, l’ammortizzatore richiede una chiave del 12 per essere regolato

Oltre a consigli sul setup, dopo avermi chiesto peso e altre informazioni, la bici è arrivata in setup Tubeless con inserto all’interno. Da qui si nota la passione e l’amore di un marchio artigianale a differenza dei grandi brand che non possono curare queste piccole sfumature. Tutti questi dettagli fanno la differenza e sono un plus per l’utente finale, visto che tarare bene una sospensione di alta gamma, come è EXT, non è sempre semplice e si rischia di perdere la bussola.

Frame estrapolato dal video TEST (link in apertura articolo)
Frame estrapolato dal video TEST (link in apertura articolo)

Siamo rimasti molto sorpresi, positivamente, dal feeling della nuova EXT Era, anche se il setup all’inizio potrebbe non essere semplicissimo per un rider non pignolo/sul pezzo. La prima parte di corsa è molto sensibile, da forcella a molla, ma nella parte finale (se tarata bene) restituisce la progressività tipica dell’aria. Ho trovato già delle ottime sensazioni seguendo le pressioni consigliate dalla casa madre.

Pedroni Mate (16)
Pedroni Mate (16)

I freni Magura MT5 mi piacciono molto come feeling di frenata: belli diretti e corposi con una frenata sempre bella piena. Naturalmente si tratta di freni a 4 pistoncini, perfetti per un uso Enduro. Con Magura mi sono sempre trovato bene, anche dal lato spurghi, unico appunto le leve non resistentissime e con un prezzo di listino non tanto a buon mercato.

Nel pedalato, l’ammortizzatore a molla EXT non ha una taratura ferma come altri modelli ad aria (anche se buona) ma questo non esalta la Mate quando si pedali scomposti/in piedi, anche se rimane pienamente nella media della categoria Enduro. Se invece si sta composti e seduti, la bici si siede in posizione di SAG e sta ferma, donando sensazioni migliori.

La Mate è una bici da enduro che si esalta in discesa: come altre enduro moderne, bisogna fidarsi e capire che più si alza la velocità, più aumentano le sensazioni di feeling (fino a un certo punto naturalmente perché è un attimo poi prenderla secca in faccia). I valori di carro e interrasse sono importanti e questi si riflettono in una bici ferma e stabile sugli scassati. Tale stabilità la troviamo anche nei salti e nelle fasi più critiche, grazie anche all’ammortizzatore a molla che amplifica queste sensazioni di burro fuso.

Frame estrapolato dal video TEST (link in apertura articolo)

A livello di maneggevolezza non ci sono punti particolarmente deboli: usata su sentieri naturali è godibile e performante, ottima per l’agonismo o per puro semplice divertimento. Non mi è piaciuta, specialmente al posteriore, la Continental Kriptotal: all’anteriore il modello Argotal 2.4″ ha un’ottima tenuta e spalla sostenuta, mentre il Kriptotal 2.4″ al posteriore non mi ha mai dato il giusto feeling. Una volta che il posteriore perde aderenza, non si capisce come recuperarlo e non da il feeling ottimale. La Mate ha dei limiti alti ed è un peccato non fidarsi completamente della copertura: c’è da dire che Pedroni può proporre delle coperture alternative come il modello Scorpion di Pirelli.

Frame estrapolato dal video TEST (link in apertura articolo)

Ma perché allora qui montato c’è un Michelin? Concludo il test raccontando un brutto evento: al Paganella abbiamo rotto un cerchio dopo un colpo veramente sfortunato su un sasso. Siamo riusciti a bozzare il cerchio sul lato in modo irrecuperabile. Il tutto senza tagliare il copertone: un vero colpo da maestro. Quindi siamo stati costretti a chiudere il test con una ruota di scorta. E già sento riecheggiare in valle le imprecazioni di Michele Pedroni.

Niente da dire sui componenti Switch: manubrio, attacco e reggisella fanno quello che devono fare. Forse il comando remoto non è bellissimo esteticamente ma, volendo, si può sostituire con qualche modello più ergonomico di Switch. Ma è un fattore più estetico che funzionale.

Pedroni Mate (16)
Selle Italia come brand per la sella
XC MARATHON ALL-MOUNTAIN ENDURO DOWNHILL
 XXXXXX
Segni particolari CURA AL CLIENTE
Il fatto di poter personalizzare la bici e seguirne la costruzione, oltre che ricevere consigli su settaggi o componenti in fase di scelta, è un plus che i marchi più blasonati non possono offrire.
+ Stabilità sugli scassati. Qualità delle sospensioni. Made in Italy
Mancanza di un portaborraccia. Copertone Continental Kryptotal non incisivo. Comando remoto old style.
€ 6.900,00
Sito ufficiale: https://pedronirace.com  
Peso (senza pedali)16,5kg
ForcellaEXT ERA V2, 170mm, 29″, tapered, 110x15mm, 170mm
AmmortizzatoreEXT STORIA LOK V3, 230x65mm (170mm)
ManubrioSWITCH alu Whip 35
Attacco manubrioSWITCH Toboga 35mm
RuoteRADIALE X30, 29″, tubeless ready
(con mozzo NOVATEK R25 Ergal XD)
GommeCONTINENTAL Kryptotal or PIRELLI Scorpion Enduro Soft 29×2.4
Cambio posterioreSRAM GX Eagle 12V 52T
ComandiSRAM NX Eagle 12V Trigger
FreniMAGURA MT5
CassettaSRAM XG-1275 Eagle 12V
DischiCLARKS CFR-06 Floating Rotor (203mm)
GuarnituraTRUVATIV Descendant 6k Eagle DUB direct mount (175mm – 32T)
ReggisellaSWITCH swr 150mm
SellaSELLE ITALIA Model X green Super Flow
ColoreCarbon Black

Il Verdetto

Una Enduro moderna Made in Italy

La Pedroni Mate è una enduro costruita interamente in Italia, grazie a sistemi di eccellenza nella costruzione del carbonio: tutti i processi produttivi sono controllati da Pedroni mantenendo la qualità, e l’assistenza, ai massimi livelli. La stabilità sullo scassato è il punto di forza della Mate, senza che questo vada a incidere negativamente sulla maneggevolezza. Anche il prezzo è ai livelli degli altri competitor, con la differenza che qui alle spalle c’è ben altro processo produttivo e una fidelizzazione, nei confronti dell’azienda, ai massimi livelli.



Scritto da

[email protected] Sono un appassionato di tutto ciò che ha 2 ruote: in età giovanile ho praticato agonisticamente il ciclismo su strada e su pista (campione Italiano Allievi). All'età di 18 anni sono passato nel cross country gareggiando a livello nazionale/internazionale come Under23. Passato Elite, ho fatto la scelta di prendere le cose più alla leggera dal punto di vista dell'allenamento, ed ecco che è nato l'amore per le discipline gravity, formandomi come maestro e guida FCI MTB. Ora ho fatto della passione la mia professione gestendo 2 centri MTB all'isola d'Elba (Bike Center Elba ed Elba MTB), creando il FANTAmtb e raccontando in modo ironico, ma professionale, tutto quello che ruota attorno alla MTB grazie a 365mountainbike e 365TV (YouTube 'PULITI dentro BIKER fuori').

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