Connect with us

CONTATTACI (redazione)

365mountainbike

Mondo Gare

Superenduro riparte da Pogno: dove l’enduro non se n’è mai davvero andato

Il Superenduro torna a Pogno con una gara dura e partecipata: 368 rider al via e grande presenza di giovani. Vittoria per Calonacci, mentre tra gli junior brilla Olivetti Masiero con il secondo tempo assoluto. Segnali concreti di rilancio per l’enduro.


Ci sono luoghi che non hanno bisogno di spiegazioni.
Pogno è uno di quelli.

Non ti colpisce al primo sguardo. Non ha il mare, non ha le grandi montagne, non vive di cartoline. È un posto che devi capire, più che guardare. Un posto che si è costruito nel tempo, tra capannoni, lavoro e passione.

E forse è proprio per questo che è diventato casa dell’enduro.

Qui si è fatta la storia del Superenduro. Qui si è costruito un modo diverso di vivere la mountain bike. E qui, oggi, qualcosa è ripartito davvero.


Come 365 Mountainbike, questa ripartenza la sentiamo anche un po’ nostra.

Un anno fa, a Sauze d’Oulx, raccontando il circuito All Enduro, avevamo scritto di quanto fosse importante non disperdere ciò che era stato costruito. Avevamo immaginato – forse anche un po’ sperato – un punto di incontro tra Monchiero e Guala.

Non per tornare indietro.
Ma per andare avanti con più forza.

Perché dietro a questo movimento non ci sono solo gare.
Ci sono anni di lavoro, scuole MTB, ragazzi che hanno iniziato a pedalare, cadere, rialzarsi. Ragazzi che hanno scelto una disciplina intensa come un cross country, ma lunga e logorante come una marathon.

E allora sì, ritrovarsi qui, a Pogno – una località a cui personalmente devo molto anche dal punto di vista professionale – ha avuto un sapore diverso.

Più profondo.
Più vero.

Forse, nel nostro piccolo, anche la sensazione di aver contribuito a questo momento.


Eppure Pogno resta Pogno.

Niente grandi strutture ricettive, niente scenari da copertina. Il lago resta lì, sullo sfondo, quasi fuori campo. Non è un luogo che si impone, è un luogo che si costruisce. Anno dopo anno.

E quello che oggi si vede è il risultato di una passione lunga, ostinata, mai venuta meno.

Qui non si è semplicemente organizzato qualche evento.
Qui si è costruita una cultura della mountain bike. Una scuola vera, che negli anni ha formato rider, creato competenze, dato continuità a un movimento che altrove spesso si accende e si spegne.

Pogno è diventata un riferimento per l’enduro nazionale – e non solo – proprio per questo.

Perché dietro c’è un gruppo che ha creduto nella MTB quando ancora non era così “facile” crederci.
Che ha lavorato, sperimentato, sbagliato e riprovato.

E poi ci sono le persone.

Come Patrizio Crolla, oggi riferimento per la comunicazione di gara e presenza anche nei contesti di Coppa del Mondo.
Un dettaglio? No. È il segnale di un livello di competenza che va ben oltre il contesto locale.

Patrizio e la sua immancabile radiolina…

Ed è qui che si capisce davvero il valore di questi “gufetti” dell’Alto Piemonte.

Perché nella cosiddetta terra dei rubinetti, lontano dai grandi riflettori, hanno costruito qualcosa che conta.
Qualcosa che funziona.
Qualcosa che, ancora oggi, continua a fare scuola.

Ed è anche per questo che, quando si torna a Pogno, si ha sempre la sensazione che qui… qualcosa succeda davvero.

E che, ancora una volta, sia il posto giusto da cui ripartire. 💥


Numeri che contano

E i numeri, questa volta, parlano chiaro.

290 rider nella categoria muscolare, 78 nella elettrica.
Ma soprattutto: 91 Esordienti e Allievi, 44 Junior.

Il futuro è già qui. E si vede.


Gara vera

Poi c’è stata la gara.

Quasi 50 km, 1500 metri di dislivello, caldo estivo e trail in condizioni perfette.
Una gara che non ha regalato nulla.

Una gara vera.
Quelle in cui non basta andare forte. Devi resistere.

Il terreno, grazie alle piogge dei giorni precedenti, era semplicemente perfetto.
E l’organizzazione – quella dei “Gufi” – si è confermata una certezza: precisa, solida, affidabile.


Un movimento che torna a respirare

Girando nel paddock si percepiva qualcosa di familiare… e allo stesso tempo nuovo.

Come un motore rimasto fermo troppo a lungo.
Che si riaccende.

All’inizio gira piano, incerto. Poi prende ritmo.

L’enduro oggi è lì. In quel momento preciso.

Non è ancora al massimo, ma è vivo.
E soprattutto, ha di nuovo una direzione.

Negli ultimi anni tanti hanno tenuto accesa la fiamma. Ma mancava un filo conduttore, un vero collegamento tra base e vertice.

Ora quel filo si sta ricostruendo.

Come ha sottolineato anche Enrico Guala, le idee non mancano.
Serve tempo. Serve misura. Serve visione.


🏁 Le classifiche

🥇 Open Maschile

  • Tommaso Calonacci (vincitore di tutte le PS)
  • Davide Cappello
  • Filippo Amerio

🥇 Open Femminile

  • Clarissa Carzolio
  • Silvia Penso
  • Giulia Mitidieri

🥇 Juniores

  • Francesco Olivetti Masiero – autore anche del secondo miglior tempo assoluto
  • Vittorio Riva
  • Valerio Petiti

⚡ E-bike Maschile

  • Alessandro Levra
  • Tommaso Bianchetti
  • Alex Lupato

⚡ E-bike Femminile

  • Federica Amelio
  • Matilde Andrea Melani
  • Giulia Sartoris

Da segnalare anche:

  • Anna Tommasi (5ª Open femminile)
  • Alice Maicchi (6ª Open femminile)

👉 Da sottolineare come il Pedale Canellese sia riuscito a costruire un gruppo giovane e piacevolmente rumoroso durante le premiazioni, segno di entusiasmo e spirito di squadra.


⚙️ Tra innovazione e qualche punto su cui riflettere

In mezzo a questa ripartenza, qualcosa si è già mosso anche sul piano del format.
Non era stato raccontato nei dettagli, ma si era capito che ci sarebbero state novità. E a Pogno, le prime indicazioni sono arrivate.

La più evidente riguarda la gestione dei tempi: via il CO e un tempo di risalita più ampio.

Una scelta che cambia il ritmo della gara.
E anche il modo di interpretarla.

Chi arriva più in difficoltà tende a ripartire subito, cercando di guadagnare tempo e gestire con più margine le risalite successive.
Chi invece ha ancora energie può permettersi di fermarsi, respirare, scambiare due parole con lo staff, controllare la bici e poi ripartire con più calma.

È una libertà nuova.
Non stravolge la gara, ma la rende più personale, più adattabile al livello e alle sensazioni del singolo rider.

E proprio per questo è una novità interessante, che merita di essere osservata e sviluppata.


Diverso il discorso per il sabato.

Il giro completo delle PS pedalato, su un tracciato di questo tipo, è qualcosa che fa discutere.

Perché la gara è già dura.
E aggiungere un giorno così impegnativo rischia di spostare l’equilibrio.

C’è chi decide di rinunciare direttamente alla gara.
Chi sceglie di fare solo alcune PS.
E chi completa tutto il giro… arrivando però alla domenica con le gambe già segnate.

In Coppa del Mondo è così.
Ma la Coppa del Mondo è per pochi.

Qui siamo in quel passaggio delicato in cui un rider decide di fare un salto: dalle gare regionali a qualcosa di più strutturato.

E proprio per questo trovare il giusto equilibrio sarà fondamentale.

Non è una critica, ma un punto di attenzione.
Uno di quelli che fanno davvero la differenza quando si costruisce il futuro di un movimento.


E Pogno, ancora una volta, è il posto giusto da cui ripartire. 💥



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

ARTICOLI CORRELATI

Ciclisti in azione durante una competizione di mountain bike su un percorso impegnativo. Ciclisti in azione durante una competizione di mountain bike su un percorso impegnativo.

Coppa del Mondo XC in Corea del Sud: Favoriti, Live e Programma Gare

Mondo Gare

FReduction of the cyclist celebrating victory on the rally track with crowd and autumn trees in background. FReduction of the cyclist celebrating victory on the rally track with crowd and autumn trees in background.

Coppa del Mondo DH in Corea del Sud: Favoriti, Live e Programma Gare

Mondo Gare

Alberto di RITM Media Agency: dal Superenduro a oggi

Approfondimenti

Advertisement

PRIVACY POLICY - NORMATIVA DEONTOLOGICA - NORMATIVA FACT CHECKING - CORREZIONI - COOKIE POLICY
365mountainbike è una testata giornalistica registrata al tribunale civile e penale di Verona in data 10/01/2012
Tutti i diritti riservati. Gli articoli contenuti nel sito non possono essere copiati o riprodotti con altri mezzi senza una licenza concessa dell'autore. La riproduzione pubblica di un contenuto del sito, in tutto o in parte, con qualsiasi mezzo, senza l'espressa autorizzazione scritta dall'autore, è vietata.

Connect