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Asa Vermette è il nuovo extraterrestre della downhill. Ma quali gomme ha usato per vincere la Coppa del Mondo?

Asa Vermette conquista la Coppa del Mondo Downhill 2026 al suo primo anno tra gli Elite, firmando un’impresa che richiama alla memoria il leggendario Nicolas Vouilloz. Due vittorie, quattro podi e un dettaglio tecnico interessante: entrambi i successi sono arrivati con pneumatici Continental Argotal, utilizzati su terreni molto diversi. Scopri le scelte tecniche che hanno accompagnato il talento americano verso il titolo.


Asa Vermette è il nome sulla bocca di tutti nel mondo della downhill. Il giovane americano del Frameworks Racing ha appena conquistato la Coppa del Mondo DH 2026, e lo ha fatto al suo primo anno nella categoria Elite. Un risultato che racconta molto del talento di questo ragazzo, capace di imporsi immediatamente contro i migliori specialisti al mondo.

Per trovare un precedente altrettanto clamoroso viene spontaneo tornare ai tempi di Nicolas Vouilloz, il leggendario ET, l’Extraterrestre, capace di conquistare il titolo mondiale al debutto tra gli Elite. Attenzione, però: parliamo di due titoli differenti, perché Vermette ha vinto la classifica generale di Coppa del Mondo, mentre Vouilloz conquistò il Campionato del Mondo. Il paragone, comunque, rende bene l’idea della portata dell’impresa.

Ma oltre al talento, alla velocità e alla maturità dimostrata in gara, c’è una curiosità tecnica sulla quale vogliamo soffermarci: quali gomme ha utilizzato Asa Vermette durante questa stagione straordinaria?

Due vittorie, quattro podi e un titolo al debutto

Asa Vermette
Asa Vermette

I numeri parlano chiaro: 1.442 punti, 66 di vantaggio sul primo inseguitore, due vittorie e quattro podi complessivi nelle nove prove della stagione.

Vermette ha iniziato subito fortissimo, vincendo all’esordio in Corea del Sud su un terreno asciutto e polveroso. Poi sono arrivati alcuni inevitabili passaggi a vuoto, con le cadute di Loudenvielle e Leogang, ma la risposta non si è fatta attendere: terzo a Lenzerheide e secondo a La Thuile.

Il momento decisivo è arrivato a Whistler, dove l’americano ha dominato su un tracciato caratterizzato da terra morbida, fango e condizioni particolarmente insidiose. Primo in qualifica e primo in finale, con un margine impressionante di 4,365 secondi. Una prestazione che lo ha portato in testa alla generale, poi conquistata definitivamente a Lake Placid.

Ed eccoci alla curiosità che probabilmente interessa di più agli appassionati di tecnica e materiali.

In entrambe le gare vinte da Vermette, la scelta è ricaduta sulle Continental Argotal.

Una scelta tutt’altro che casuale, considerando le condizioni molto differenti nelle quali sono arrivate le due vittorie.

In Corea del Sud il terreno era secco, polveroso e poco compatto. A Whistler, invece, i rider hanno dovuto affrontare terra morbida, radici e fango. Due situazioni apparentemente opposte, ma accomunate dalla necessità di trovare grip su fondi cedevoli.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’Argotal, copertura Continental sviluppata per affrontare terreni smossi e morbidi, con una tassellatura aperta e pronunciata, pensata per penetrare nel terreno e garantire trazione e controllo anche quando il fondo offre poco sostegno.

La distanza tra i tasselli favorisce inoltre lo scarico del fango, una caratteristica importante quando le condizioni cambiano rapidamente durante un weekend di gara.

Non significa, naturalmente, che Vermette abbia utilizzato sempre lo stesso pneumatico. Nel corso della stagione il team Frameworks Racing ha sfruttato la gamma Continental, adattando le scelte alle caratteristiche dei diversi tracciati. Ma il dato interessante resta: le due vittorie sono arrivate entrambe con le Argotal, una sull’asciutto e una sul bagnato.

La scelta delle gomme? Un lavoro di squadra

Dietro alle prestazioni di Vermette c’è anche il lavoro di Frameworks Racing, una struttura nella quale l’esperienza di Neko Mulally e Aaron Gwin ha un peso importante nello sviluppo e nella scelta dei materiali.

Mulally, proprietario e team manager, ha sottolineato quanto la scelta degli pneumatici sia determinante per trovare il giusto setup della bici durante ogni weekend di gara.

Il team lavora a stretto contatto con Continental, valutando le condizioni del percorso e scegliendo di volta in volta il disegno del battistrada più adatto. Un confronto continuo nel quale anche l’esperienza di Gwin contribuisce a indirizzare le decisioni tecniche.

Non è soltanto una questione di grip assoluto: nella downhill moderna, la prevedibilità della gomma, il sostegno in curva e la capacità di mantenere controllo in frenata possono fare la differenza tra una buona manche e una vittoria.

Un’annata da ricordare per Frameworks Racing

Asa Vermette
Asa Vermette

Il successo di Vermette non è stato l’unico risultato importante per la squadra americana. A Lenzerheide, Anna Newkirk ha conquistato la sua prima vittoria in Coppa del Mondo Elite, riportando una rider statunitense sul gradino più alto del podio femminile dopo oltre vent’anni.

Anche in casa Continental Atherton sono arrivati risultati importanti, con Malik Boatwright secondo nella classifica generale Junior.

Ma è inevitabilmente Vermette a catalizzare l’attenzione. Vincere la generale al primo tentativo tra gli Elite è qualcosa di eccezionale, soprattutto in una disciplina nella quale esperienza, conoscenza delle piste e capacità di gestire la pressione contano tantissimo.

E se il talento di Asa Vermette è ormai sotto gli occhi di tutti, questa stagione ci lascia anche uno spunto interessante dal punto di vista tecnico: per vincere non basta scegliere la gomma più aggressiva o quella più scorrevole. Bisogna trovare quella che permette di esprimere al meglio la propria velocità nelle condizioni del momento.

Nel caso di Vermette, quando è arrivato il momento di salire sul gradino più alto del podio, la risposta è stata due volte la stessa: Continental Argotal.



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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