Pogno, una storia di MTB che continua: aiutiamo I Gufi a completare la nuova pump track
Ci sono luoghi che finiscono per legarsi indissolubilmente a uno sport. Non necessariamente perché ospitano le gare più grandi o perché hanno i trail più famosi, ma perché, anno dopo anno, diventano un punto di incontro per una comunità. Per noi di 365MTB Pogno è uno di questi e I Gufi sono una di quelle realtà che hanno contribuito a scrivere un pezzo importante della storia della mountain bike italiana.
Chi frequenta l’enduro da un po’ di anni difficilmente ha bisogno di molte spiegazioni. Basta dire Pogno e riaffiorano immagini, ricordi, gare, trasferimenti, partenze di speciali e giornate passate sui loro trail. Per qualcuno è stata una gara importante, per altri una delle prime esperienze con un numero sulla bici, per altri ancora semplicemente una giornata di riding con gli amici. Generazioni diverse di rider sono passate da qui e, dietro a molte di quelle giornate, ci sono sempre state le stesse persone.
I Gufi e quella storia costruita un trail alla volta

MTB I Gufi ASD è una realtà alla quale noi di 365MTB siamo particolarmente legati. Non soltanto per le gare che abbiamo corso o raccontato, ma perché rappresenta bene quel tessuto di associazioni, volontari e appassionati senza il quale il nostro sport sarebbe profondamente diverso.
La loro storia si è intrecciata negli anni con quella dell’enduro italiano. Superenduro, 4Enduro, Campionato Italiano Assoluto e una lunga serie di manifestazioni hanno portato a Pogno migliaia di rider. Alcuni sono arrivati per giocarsi una vittoria, molti semplicemente per mettersi alla prova e vivere un weekend di gara. Tutti, però, hanno trovato dietro quelle manifestazioni una macchina organizzativa costruita attraverso anni di esperienza.
Perché una gara, quando funziona bene, vista da fuori sembra quasi semplice. Si arriva, si ritira il numero, si parte e si corre. Ma dietro ci sono settimane di lavoro, persone da coordinare, percorsi da preparare, sicurezza da garantire, problemi da prevedere e imprevisti da risolvere.
I Gufi questo mestiere lo conoscono bene. Tanto che la loro esperienza non è rimasta confinata ai boschi di Pogno: negli anni li abbiamo ritrovati anche sui campi gara di altri eventi, chiamati a mettere a disposizione quella competenza che si costruisce soltanto facendo, sbagliando, imparando e ricominciando.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che racconta meglio chi sono. I Gufi non hanno semplicemente organizzato gare a Pogno. Hanno contribuito a costruire cultura della mountain bike.
Molto più delle gare

Sarebbe però riduttivo fermarsi alle competizioni, perché mentre sui trail passavano Superenduro, 4Enduro e Campionati Italiani, a Pogno cresceva parallelamente qualcosa di forse ancora più importante.
Crescevano i bambini.
Da anni I Gufi portano avanti corsi e attività dedicate ai più giovani, mettendo a disposizione tempo, esperienza e passione per avvicinarli alla bicicletta. Ragazzini che magari arrivano senza sapere bene cosa aspettarsi, iniziano a prendere confidenza con la bici e scoprono poco alla volta un mondo fatto di equilibrio, tecnica, bosco, amicizie, fatica e divertimento.
Non tutti diventeranno agonisti, e non è quello il punto. Qualcuno correrà, qualcuno continuerà semplicemente a pedalare con gli amici, qualcuno magari tra vent’anni accompagnerà suo figlio su quegli stessi sentieri.
È così che uno sport mette radici.
E forse è proprio questo il filo che unisce tutto ciò che è successo a Pogno negli anni. Le gare, i trail, i corsi, i bambini, i volontari non sono realtà separate: sono parti della stessa storia.
Il prossimo capitolo è una pump track


Oggi quella storia è arrivata a un nuovo passaggio.
A Pogno sta prendendo forma una nuova pump track, un progetto pensato per offrire al territorio uno spazio accessibile dedicato allo sport, all’inclusione, ai giovani e alla comunità. Per I Gufi sarà soprattutto uno strumento in più per lavorare con i ragazzi e dare continuità a quel percorso di crescita che da anni portano avanti.
Una pump track può sembrare, a prima vista, semplicemente un insieme di curve, gobbe e paraboliche. Per chi insegna ai bambini ad andare in bicicletta, però, significa molto di più. È un luogo sicuro e facilmente accessibile dove imparare a muoversi sulla bici, sviluppare equilibrio, coordinazione e tecnica, ma soprattutto dove divertirsi insieme agli altri.
È anche una porta d’ingresso.
Prima la pump track, poi magari un sentiero facile. Un giorno un trail vero e proprio. E chissà, qualche anno più tardi, forse una gara.
In fondo molti percorsi dentro la mountain bike iniziano così: qualcuno ti mette nelle condizioni di provare e ti fa scoprire quanto può essere bello andare in bici.
La nuova struttura di Pogno sta prendendo forma, ma per completarla manca ancora un ultimo passo. Ed è per questo che I Gufi hanno chiesto l’aiuto della comunità.
Questa volta possiamo essere noi a dare una mano

Ed è qui che questa storia riguarda anche noi.
Perché dietro una realtà come I Gufi c’è una cosa che, frequentando il nostro sport, rischiamo qualche volta di dare per scontata: il lavoro degli altri.
Arriviamo su un trail e pedaliamo. Arriviamo a una gara e corriamo. Seguiamo una traccia, troviamo una speciale pronta, attraversiamo un bosco e ci godiamo una giornata in bicicletta. È normale che sia così, ed è anche bello che lo sia.
Ma qualcuno, prima di noi, è passato da lì con gli attrezzi. Qualcuno ha dedicato un sabato a sistemare un sentiero invece di andare a girare. Qualcuno ha passato una serata a organizzare una manifestazione, a cercare volontari o a preparare un corso per i bambini.
Una parte enorme del mondo MTB che amiamo è nata dal lavoro di persone che hanno deciso di restituire qualcosa alla propria comunità.
A Pogno, per tanti anni, I Gufi sono stati tra quelle persone.
Per questo la raccolta fondi per la nuova pump track non dovrebbe riguardare soltanto chi vive a Pogno o chi oggi porta lì i propri figli. Riguarda anche chi su quei trail ha corso, chi ci ha passato un weekend, chi ricorda una speciale, una curva, una gara sotto la pioggia o una giornata perfetta con gli amici.
Se sei uno di loro, prova per un momento a tornare con la memoria a quelle giornate.
Magari non ricordi il tempo della speciale. Probabilmente non ricordi neppure la posizione in classifica. Ma è facile che ricordi le persone con cui eri, una discesa venuta particolarmente bene, una curva sbagliata, le risate a fine giornata o quella sensazione difficile da spiegare a chi la mountain bike non la vive.
Quelle good vibrations che questo sport sa regalare e che, alla fine, sono il motivo per cui continuiamo a tornare sui sentieri.
Ecco, una piccola parte di quelle emozioni è stata possibile anche grazie al lavoro di chi quei sentieri li ha costruiti, mantenuti e trasformati in un luogo dove incontrarsi.
Non servono grandi cifre. Serve una comunità
La raccolta fondi viene realizzata attraverso la Fondazione Comunità Novarese, che ha scelto di sostenere il progetto. La Fondazione non trattiene nulla: il 100% delle donazioni sarà destinato alla realizzazione della pump track.
Non è necessario fare grandi donazioni. La forza di una comunità come quella della mountain bike sta proprio nei numeri e nella capacità di muoversi insieme.
Dieci, venti, cinquanta euro possono sembrare una piccola cosa presi singolarmente. Ma se a farlo sono le tante persone che negli anni hanno corso, pedalato e vissuto Pogno, quei piccoli contributi possono diventare qualcosa di estremamente concreto.
Possono diventare asfalto, curve e strutture. Possono diventare corsi. Possono diventare pomeriggi passati in bicicletta.
Possono diventare una pump track piena di bambini.
Ed è probabilmente questa l’immagine più bella con cui pensare al progetto.
Tra qualche anno molti di noi passeranno ancora da Pogno. Qualcuno arriverà per girare sui trail, qualcuno per una gara, altri semplicemente perché quei boschi continuano a essere uno dei posti nei quali ci piace tornare.
E magari, prima di entrare nel bosco, vedremo un gruppo di ragazzini girare sulla pump track. Alcuni saranno alle prime armi, altri proveranno a saltare qualsiasi cosa incontrino, come fanno i bambini quando gli metti una bici sotto i piedi.
Forse uno di loro diventerà un grande rider.
Forse no.
Non importa.
Importa che abbia avuto un posto dove cominciare.
I Gufi stanno cercando di costruire quel posto, aggiungendo un nuovo capitolo a una storia iniziata molti anni fa sui trail di Pogno.
Per tanto tempo sono stati loro a darci qualcosa: sentieri, gare, giornate in bici, emozioni e ricordi.
Questa volta possiamo essere noi a dare qualcosa a loro.
E se un piccolo pezzo della nostra passione per la mountain bike è passato anche da Pogno, forse vale la pena contribuire affinché quella stessa passione possa passare, domani, a qualcun altro.
Aiutiamo I Gufi a completare la nuova pump track.
Perché certe storie non vanno soltanto ricordate.
Vanno aiutate a continuare.
di seguiti gli estrermi per un aiuto concreto:
BOLLETTINO POSTALE�Conto corrente n. 18205146�Intestato a Fondazione Comunità Novarese
BANCOPOSTA�IBAN: IT63 T0760110100000018205146�A favore di Fondazione Comunità Novarese
Importante: indicare sempre nella causale:
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