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Propain in Italia con Romano Favoino

E’ di alcuni giorni fa la notizia del suo passaggio a Propain, con il ruolo di Country manager. Una sfida che ha un sapore particolare e che lo riposta nella dimensione da cui tutto ebbe inizio.


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Conosco Romano da molti anni; per tornare al primo ricordo che ho di lui bisogna andare ai primi anni del nuovo millennio, durante una gara di DH a Sestola. Vidi questo ragazzo in sella ad una bici che non conoscevo molto bene. Color verde Kava, marchiata Iron Horse modello Sunday. Da li poco questo divenne il sogno di una schiera di ragazzini che, grazie soprattutto alle gesta di un certo Sam Hill, che con quel mezzo scrisse alcune pagine memorabili della disciplina, ( do you remember mondiali in Val di Sole?) volevano possederne una.

Da li di strada nel mondo delle ruote grasse il nostro Romano ne ha fatta parecchia, general manager del Team Iron Horse Playbike, con Florian Pugin e Shaun O’connor;  speaker della Coppa del mondo di DH, ideatore del circuito Gravitalia e uomo che portò il marchio Lapierre nel nostro paese.

Saputa la notizia di questa nuova avventura, ho deciso di raggiungerlo telefonicamente per parlare un po’ di questo nuovo progetto e di come verrà strutturata la presenza di Propain nel nostro paese.

Ciao Romano, eccoci a parlare di una nuova fase professionale, da dove nasce l’idea Propain?

In realtà nasce da una ‘soffiata’ di mia figlia Carola, che in qualità di Ambassador Propain mi ha consigliato di sentire David Assflag, Ceo del brend. Da li sono nati una serie di incontri, mi è piaciuta la loro filosofia, ho trovato l’idea stimolante ed eccomi nuovamente on the road!

La figlia Carola, mente di questo nuovo progetto

Propain fa parte di quei brand che mi piace definire un po’ ‘esotici’, capaci di attirare l’attenzione degli appassionati che cercano un mezzo che sentano loro, concordi?

Esatto, per me entrare nella famiglia Propain è stato da subito entusiasmante. E’ un’azienda giovane che nasce nel 2006. Nel nostro settore fa parte di quella nicchia con una identità ben precisa e che gli appassionati riconoscono, discostandosi di molto dai brand generalisti. Con Propain parliamo ad un pubblico preciso, che ama la MTB e vuole una MTB che lo rappresenti. Questo grazie anche alla possibilità di customizzare la propria Bike, situazione che piace a chi vive l’off road come una grande passione.

Per te è un po’ come tornare alle origini, penso che Propain faccia parte di quel mondo di cui Iron Horse è stata un fulgido esempio.

Hai centrato l’idea, si respira un’atmosfera simile ed era proprio quello che stavo cercando, un ritorno alle mie origini e in parte alle origini della MTB, fatta di appassionati che costruiscono bici prima di tutto per passione. Mi piace l’idea di poter nuovamente immergermi in quell’ambiente che vede nella MTB molto più di un telaio con due ruote e un po’ di componenti.

Come sarà interpretata la vostra presenza Italia?

Propain resta un brand diret to consumer, che ha nella possibilità di personalizzare al massimo la MTB un valore aggiunto molto importate. Il nostro ruolo sarà quello di creare una rete di punti vendita, denominati Propain expert center, che possano supportare l’acquirente nella scelta del mezzo, nella sua configurazione e con una messa in sella professionale. In questo modo riusciremo ad unire i vantaggi dell’acquisto online con un servizio altamente specializzato sul territorio. Grazie a questa soluzione il negoziante avrà la possibilità tornare a concentrarsi sullo sviluppo della manodopera specializzata lasciando tutto il resto alla casa madre

Un’idea che condivido e di cui parlavo alcuni anni fa con un certo Fausto Rosas, che tu conosci bene e che mi sembra che sia un’ottima soluzione per quelle officine medio piccole, che in questo modo vengono sgravate delle problematiche legate al magazzino e a una gestione economica non sempre semplice.

E’ esatto, il mondo della MTB ora sta vivendo un paradosso con diverse criticità. E’ in grado di generare volumi economici importanti, ma soffre di una rete di vendita che spesso è sottodimensionata rispetto alle attuali esigenze. Come dicevo prima, con questa soluzione permettiamo alle piccole realtà di focalizzarsi sul servizio al biker, lasciando alla casa madre tutte le dinamiche commerciali.

Conclusione

Questa soluzione di Propain apre un tema che merita di essere approfondito; quale sarà l’organizzazione del settore ciclo nel futuro prossimo? L’elemento passione come si coniugherà con le skill imprenditoriali necessarie a sostenere i volumi economici attuali? Ma queste saranno domande a cui cercheremo di dare risposta in un prossimo approfondimento. Per ora godiamoci questa novità aspettando di poter realizzare dei test su queste MTB dall’anima ben precisa.



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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