Ci sono collaborazioni che nascono perché un territorio è di moda. E poi ce ne sono altre che arrivano al termine di un percorso fatto di investimenti, progettazione, crescita progressiva e costruzione di identità. L’accordo annunciato tra APT Val di Fassa e Pon.Bike Italia appartiene chiaramente alla seconda categoria.
Dal 2026 la Val di Fassa avvierà una collaborazione strategica con uno dei gruppi più importanti del panorama bike internazionale, realtà che in Italia rappresenta marchi premium come Santa Cruz, Focus, Cervélo, Kalkhoff, Reserve e OneUp. Una partnership che non arriva per caso e che certifica il livello raggiunto dalla destinazione dolomitica nel mondo della bicicletta.
La Val di Fassa oggi è una delle destinazioni bike più complete dell’arco alpino. Strada, gravel, e-bike, trail riding ed enduro convivono all’interno di un sistema organizzato che negli anni ha saputo costruire un’identità forte e riconoscibile.
Dai grandi passi iconici del ciclismo su strada – Passo Sella, Passo Pordoi, Fedaia e Gardeccia – fino alla ciclabile delle Dolomiti di Fiemme e Fassa e ai oltre 400 chilometri di itinerari fuoristrada, il territorio ha progressivamente ampliato e qualificato la propria offerta. Senza dimenticare i trail che da oltre un decennio ospitano eventi internazionali di enduro MTB.
Al centro di questo percorso c’è anche il Val di Fassa Bike District, il progetto che ha unificato e coordinato l’offerta bike della valle sotto una visione comune, accompagnandone la crescita in modo strutturato.
Per Pon.Bike Italia questa collaborazione rappresenta la possibilità di sviluppare attività, eventi e iniziative all’interno di un territorio che oggi esprime qualità, cultura bike e credibilità internazionale.
“Il recente The Family Day ci ha ricordato quanto sia importante, per PON.Bike Italia, costruire relazioni vere attorno ai nostri brand, insieme ad ambassador, creator, collaboratori e atleti. Oggi siamo felici di allargare questa famiglia anche alla Val di Fassa, una destinazione che sentiamo in piena sintonia con il nostro modo di vedere la bicicletta: come esperienza, come cultura e come opportunità di sviluppo”, ha dichiarato Giorgio Garofoli, CEO di Pon.Bike Italia.
Sulla stessa linea anche Nicolò Weiss, direttore APT Val di Fassa:
“La crescita del prodotto bike in Val di Fassa passa anche dalla capacità di generare opportunità diffuse lungo tutta la stagione, coinvolgendo pubblici diversi e valorizzando l’intera filiera dell’accoglienza. In questo senso, la collaborazione con PON.Bike Italia rappresenta un passaggio fondamentale”.
La riflessione: niente arriva per caso
Molti, leggendo questa notizia, penseranno che sia tutto naturale. Che basti chiamarsi Val di Fassa, essere in Trentino e avere le Dolomiti per attirare automaticamente grandi marchi internazionali.
La verità è che non funziona così.
Ho avuto modo di seguire da vicino l’evoluzione della Val di Fassa come destinazione MTB, ai tempi in cui William Basilico e il suo gruppo iniziavano a lavorare su un’idea che allora sembrava quasi pionieristica.
Ricordo ancora molto bene le parole, dette forse più di dieci anni fa, da Enrico Guala: “La Val di Fassa non è una bike destination e il pubblico della MTB non la percepisce come un posto dove andare a fare mountain bike”.
Ed era vero.

Il blasone turistico da solo non basta. Le montagne più belle del mondo non bastano. Essere in Trentino non basta.
Come ho avuto modo di scrive paralndo di Bike destination, serve visione, serve progettazione, serve professionalità e serve la capacità di affrontare il turismo bike in modo industriale, moderno e strutturato.
Negli anni ho visto la crescita a step: prima gli eventi nazionali, poi la costruzione dell’identità, poi il salto internazionale. Ho visto il lavoro sui trail, sulla comunicazione, sui servizi, sugli eventi, sulla rete territoriale.
È questo che oggi permette alla Val di Fassa di essere riconosciuta come una vera bike destination e di sedersi al tavolo con marchi premium della MTB come Santa Cruz e con un gruppo internazionale come Pon.Bike.
Questa partnership non nasce dal nome della valle. Nasce dal lavoro fatto per arrivare fino a qui.
Ed è forse proprio questo il messaggio più importante.
