Connect with us

CONTATTACI (redazione)

365mountainbike

Approfondimenti

Pogacar e l’allenamento in Z2, di cosa si tratta?

Nell’ultimo periodo, uno dei temi che tiene banco è quello degli allenamenti in Z2 di Pogacar.

Aerowatt UAE Team Emirates, Tour de France 2022
Aerowatt UAE Team Emirates, Tour de France 2022

Un argomento che riporta in auge una metodologia che sembrava scomparsa dai radar, ovvero il lungo lento.

Questo metodo di allenamento ha radici lontane, infatti non è altro che il training che tutti i manuali di preparazione di qualche anno fa consigliavano soprattutto in quello che veniva chiamato periodo di preparazione generale.

Perche’ allenarsi in questo modo?

Gli sport di resistenza necessitano di un corpo che sappia utilizzare al meglio l’ossigeno per creare energia. Muscoli irrorati di sangue, cellule capaci di ‘respirare’ al massimo delle loro potenzialità e potenza anche a bassa intensità, sono caratteristiche fondamentali per affrontare al meglio le competizioni di endurance. Per far questo gli strumenti a nostra disposizione sono molti, così come sono ampie le possibilità di monitoraggio, ma il punto di partenza resta quello scritto più sopra; ovvero il lungo lento.

 Durante questo articolo andremo ad analizzare anche dal punto di vista fisiologico cosa accade al nostro corpo a queste intensità, ma per adesso restiamo sulla tipologia di training e su come effettuarla.

Come impostare un allenamento in Z2

Eseguire questa tipologia di allenamento è molto facile. Ci si veste, si prende la bici e si incomincia a pedalare; tutto apparentemente molto semplice.

Spesso però, restare all’interno della cosiddetta Z2 è una cosa abbastanza complicata. Infatti, soprattutto fra gli amatori, la tendenza è quella di andare sempre un po’ troppo forte, con il risultato di faticare a rispettare i parametri di questa zona.

Un allenamento a bassa intensità prevede una frequenza cardiaca che sia il più possibile stabile

Nella pratica quotidiana mi è capitato di registrare i feedback degli atleti dopo i primi allenamenti di base, con report che evidenziavano sia un po’ di fatica a rispettare i parametri, sia anche un po’ di stanchezza e pesantezza, dovuta probabilmente al fatto che le fibre che maggiormente vengono stimolate a queste andature non erano sufficientemente allenate.

Dopo aver passato questo primo scoglio, hanno però trovato questa tipologia di allenamento molto produttiva, scoprendo poi una maggiore tenuta anche alle alte intensità.

Un’aspetto importante è che abbassando l’intensità dello sforzo, sarà possibile concentrarsi su fattori tecnici della pedalata, che, quando si va forte, è più difficile controllare.

 Infatti, si può ascoltare meglio la pedalata e verificare quali muscoli si utilizzano. possiamo verificare la stabilità della muscolatura del core, la coordinazione fra agonisti e antagonisti e controllare meglio la respirazione. Tutte caratteristiche molto importanti che, studiate in questa fase, saranno più efficienti anche quando torneremo ad aprire il gas.

Bike Island Sant'Antioco (21)
Con l’allenamento a bassa intensità si può anche migliorare la tecnica di pedalata e ottimizzare il funzionamento muscoalre©www.andreamilanoweb.com

Un po’ di fisiologia

Ma cosa accade in realtà al nostro corpo a quest’intensità, e perché è così importante?

Questa è la frequenza di esercizio in cui la miscela energetica utilizzata è in prevalenza a base di lipidi, quindi potremo definirla l’intensità brucia grassi. Dal punto di vista muscolare le fibre interessate sono quelle rosse, ricche tra l’altro di emoglobina e mitocondri. Per cui con questo stimolo andiamo a massimizzare le loro qualità aerobiche.

Altra caratteristica importante è quella che, a questi valori di allenamento, nel medio periodo andiamo a stimolare anche le fibre intermedie, definite IIa, ad una conversione verso quelle rosse.

Cosa sono le fibre muscolari intermedie?

Sono fibre jolly, con colorazione rossa come quelle lente, ma contestualmente capaci di sintetizzare bene l’ATP come quelle bianche. Rappresentano quel patrimonio muscolare che a seconda della tipologia di allenamento possono ‘spostarsi’ in una direzione piuttosto che in un’altra. Per cui un velocista cercherà di stimolare la loro caratteristica anaerobica, mentre il fondista quella ossidativa.

Conclusioni

Allenamento è fatica e intensità, ma con questo articolo abbiamo visto che a volte si può anche migliorare rallentando un po’. C’è un famoso adagio che recita: “Chi fa piano va sano e va lontano…” noi ora potremmo aggiungere che chi va piano, va sano, va lontano e vince le gare…



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

ARTICOLI CORRELATI

Classifiche Coppa del Mondo #4 XCO Val di Sole 2024

Mondo Gare

Riley Amos continua il dominio tra gli Juniores in Val di Sole

Mondo Gare

Pauline Ferrand-Prevot cala il tris in Val di Sole

News

Advertisement

NORMATIVA DEONTOLOGICA - NORMATIVA FACT CHECKING - CORREZIONI
365mountainbike è una testata giornalistica registrata al tribunale civile e penale di Verona in data 10/01/2012
Copyright © 2019 | 365 sport srl (04835100233)
via Brenta, 7 - 37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

© 365 sport srl Tutti i diritti riservati. Gli articoli contenuti nel sito non possono essere copiati o riprodotti con altri mezzi senza una licenza concessa dell'autore. La riproduzione pubblica di un contenuto del sito, in tutto o in parte, con qualsiasi mezzo, senza l'espressa autorizzazione scritta dall'autore, è vietata.

Connect