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Mozzo MTB – Punti di Ingaggio: Meglio Tanti o Pochi?

L’angolo di innesto (o di ingaggio) è uno dei temi caldi dopo le soluzionI anti pedal kickback uscite, come ad esempio Ochain o gli schemi ammortizzanti a perno alto (con rinvio). Andiamo ad approfondire.

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Uno dei temi caldi nel settore è quello riguardante l’angolo di innesto: andiamo a vedere, grazie a DT SWISS, in che modo influisce sull’efficacia della pedalata e riflettiamo sulla veridicità o meno dell’opinione diffusa secondo la quale “più ampio è, meglio è”.

COSA È L’ANGOLO DI INGAGGIO?

L’angolo di ingaggio (o di innesto) corrisponde alla massima ampiezza di rotazione che il corpo della ruota libera può compiere prima che i denti del sistema si innestino gli uni negli altri imprimendo accelerazione al mozzo. Questo angolo si calcola dividendo 360º per il numero dei punti di innesto del sistema a ruota libera.

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In questo corpetto abbiamo 36 punti di innesto, quindi 10º

E DI RIFLESSO QUANTO GIOCO HA UNA PEDIVELLA?

Il gioco è la corsa massima di rotazione a vuoto che la pedivella può compiere prima che il meccanismo a ruota libera si innesti e converta la forza sulla pedivella stessa in accelerazione della ruota. Il gioco dipende da tre fattori: la lunghezza della pedivella, il rapporto di trasmissione e l’angolo di innesto.

La lunghezza della pedivella e l’angolo di innesto sono direttamente proporzionali alla corsa a vuoto della pedivella, mentre il rapporto di trasmissione agisce in modo inversamente proporzionale sul gioco.

Quindi, minore è il rapporto di trasmissione, maggiore è la corsa a vuoto massima della pedivella.

In sostanza, quando è importante un gioco ridotto?  Quando si affrontano le salite e nelle situazioni in cui è necessaria un’accelerazione immediata per superare determinati ostacoli.

PEDAL KICKBACK

Il pedal kickback è un fenomeno che si verifica soltanto nelle biciclette biammortizzate. È dovuto alla tensione della catena durante la compressione della sospensione, che provoca un movimento all’indietro delle pedivelle. Inoltre, la tensione della catena impedisce alla sospensione di muoversi liberamente (se vuoi approfondire l’argomento, ti rimando a questo link). Ma che relazione c’è tra il pedal kickback e l’angolo di innesto?

Per descrivere nei dettagli l’effetto in questione, analizziamo due ipotesi diverse. Nel primo caso ipotizziamo di avere una ruota posteriore fissa, che non può ruotare né in senso orario, né in senso antiorario. Nel secondo caso ipotizziamo invece una situazione statica, ovvero non prendiamo in considerazione la velocità della bici. 



Cosa succede se la sospensione posteriore si comprime?

  1. L’ammortizzatore posteriore della bici si comprime.
  2. La ruota posteriore si muove attorno al punto di snodo.
  3. La distanza tra il movimento centrale e l’asse della ruota posteriore cambia. Questo non succederebbe se il punto di snodo del carro basso si trovasse esattamente sul movimento centrale.
  4. Di conseguenza, cambia anche la lunghezza della catena, che a sua volta fa ruotare all’indietro la pedivella.

Che influenza ha la sospensione?

Se si impedisce alla pedivella di girare, la tensione della catena mantiene costante la distanza tra il movimento centrale e l’asse posteriore; questo, a sua volta, impedisce al carro basso di muoversi liberamente e alla sospensione di assorbire l’impatto.

PEDAL KICKBACK 

ANGOLO DI INNESTO

Che relazione c’è tra il pedal kickback e il punto di innesto? Per comprendere l’effetto dell’angolo di innesto sul pedal kickback, è bene prendere in considerazione dapprima i due casi estremi, ovvero innesto istantaneo e nessun innesto. 

INNESTO ISTANTANEO 
∞ PDI

L’innesto istantaneo si ottiene con un sistema a ruota libera che offre un numero infinito di punti di innesto (PDI). Indipendentemente dalla situazione, il corpo della ruota libera si innesta nell’apposita sede sul mozzo. Il corpo della ruota libera può ruotare in senso antiorario, ma non in senso orario.

Nel momento in cui la sospensione viene compressa, la distanza tra il movimento centrale e l’asse posteriore aumenta (in rapporto alla cinematica della bici).

La variazione della lunghezza della catena che ne consegue è quindi compensata dal cambio o dal tendicatena. Poiché il corpo della ruota libera si muove soltanto in senso antiorario, la tensione della catena agisce anch’essa in questa direzione, facendo muovere all’indietro le pedivelle.

Se le pedivelle fossero fisse, non sarebbe possibile alcuna modifica della distanza tra il movimento centrale e l’asse posteriore, e questo impedirebbe alla sospensione di muoversi liberamente.

NESSUN INNESTO 
0 PDI

L’altro caso estremo consiste in un sistema a ruota libera senza punti di innesto (PDI), nel quale quindi il corpo della ruota libera ruoterebbe liberamente in entrambe le direzioni. 

Con questa posizione di partenza, il corpo della ruota libera può muoversi anche in senso orario. Anche se la pedivella è bloccata dal peso del corpo di chi pedala, la parte posteriore può funzionare liberamente, dal momento che la catena può muoversi in senso orario sopra la cassetta.

ESEMPIO DI PEDAL KICKBACK

Ipotizziamo che una bici abbia un pedal kickback di 3° in caso di impatto a 50 mm, con rapporto del cambio di 32/14. Che cosa implica per il sistema a ruota libera?

Per capire l’effetto dell’angolo di innesto sul pedal kickback, bisogna prima determinare l’angolo di rotazione della ruota libera. A tal fine, basta moltiplicare il pedal kickback per il rapporto del cambio. 

3° sulla pedivella equivale a una rotazione di 6,8° del corpo della ruota libera.

1: nessun innesto, 2: angolo di innesto di 10º, 3: angolo di innesto < 6,8°

In un sistema senza punti di innesto, il corpo della ruota libera può ruotare liberamente con l’angolo di innesto appropriato in qualsiasi posizione, senza generare alcun effetto pedal kickback. Al contrario, un sistema con punti di innesto infiniti o in numero elevato presenta una maggiore probabilità di pedal kickback. 

Rifacendoci all’esempio precedente, la probabilità di avere un pedal kickback diventa elevata con un angolo di innesto inferiore a 6,8°. 

Maggiore è l’angolo di innesto, minore è la probabilità di avere un pedal kickback.

Più punti di innesto = maggiore probabilità di pedal kickback*
*A seconda della cinematica della bici e della velocità di pedalata. 

ULTERIORI OSSERVAZIONI

Durante la pedalata, il mozzo ruota a una certa velocità. Per accelerare, il corpo della ruota libera deve innestarsi nel mozzo e questo avviene se la cassetta ruota più velocemente del mozzo. Se la velocità angolare del mozzo è maggiore di quella della cassetta, il corpo della ruota libera non riesce a innestarsi nel mozzo e la ruota non accelera.

In termini di pedal kickback, significa che se la velocità angolare del mozzo è superiore a quella del corpo della ruota libera generata dalla tensione della catena, non si avrà alcun pedal kickback o alcun effetto negativo sulla sospensione. Tuttavia, è difficile raggiungere questa velocità critica, perché più si pedala veloci, maggiore è la probabilità di esercitare una compressione marcata e maggiore è la velocità raggiunta dal corpo della ruota libera sotto l’effetto della tensione della catena. Se fosse facile raggiungere questa velocità, i ciclisti della Coppa del Mondo eviterebbero di dover rimuovere un pignone per ottenere una corsa a vuoto ed eliminare quindi il pedal kickback.

Tuttavia, è bene osservare anche che la cinematica di alcune bici esclude il fenomeno del pedal kickback.

CONCLUSIONI

Per creare un sistema a ruota libera ottimale occorre prendere in considerazione tre fattori:  affidabilità, peso e punti di innesto. Ma bisogna anche tenere a mente che esiste un compromesso tra questi tre aspetti.

Se volessimo sviluppare un sistema con più punti di innesto, dovremmo allargare la struttura del mozzo, e questo comporterebbe un peso decisamente superiore.

Tuttavia, piuttosto che ridurre al minimo l’angolo di innesto, è bene ottimizzare le prestazioni generali del sistema. Secondo DT Swiss, il sistema ha 36 punti di innesto rappresenta il meglio in termini di affidabilità, peso e punti di innesto, ovvero i tre fattori chiave per un sistema a ruota libera ottimale.

Damil produce 60 e 120 (qui ad esempio il test delle FLOW MK4) mentre Industry Nine, nel 2019, ha messo in scena un vero e proprio esercizio di stile con ben 690 punti di ingaggio nel suo modello Hydra!


KIT DI CONVERSIONE

Per molti appassionati di Trial è importante avere un angolo di innesto ridotto, quindi DT Swiss offre un kit di conversione a 54 denti che consente di ridurre l’angolo di innesto a 6,7°.

LINK DI APPROFONDIMENTO



Scritto da

[email protected] Sono un appassionato di tutto ciò che ha 2 ruote: in età giovanile ho praticato agonisticamente il ciclismo su strada e su pista (campione Italiano Allievi). All'età di 18 anni sono passato nel cross country gareggiando a livello nazionale/internazionale come Under23. Passato Elite, ho fatto la scelta di prendere le cose più alla leggera dal punto di vista dell'allenamento, ed ecco che è nato l'amore per le discipline gravity, formandomi come maestro e guida FCI MTB. Ora ho fatto della passione la mia professione gestendo 2 centri MTB all'isola d'Elba (Bike Center Elba ed Elba MTB), creando il FANTAmtb e raccontando in modo ironico, ma professionale, tutto quello che ruota attorno alla MTB grazie a 365mountainbike e 365TV (YouTube 'PULITI dentro BIKER fuori').

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