Un debuttante di 19 anni che conquista la Coppa del Mondo Elite alla prima occasione e una campionessa che continua a riscrivere i record della downhill femminile. Il 2026 incorona Asa Vermette e Valentina Höll, due atleti con percorsi differenti ma accomunati da una stagione straordinaria. Ecco chi sono e come hanno conquistato i titoli.
La Coppa del Mondo Downhill 2026 si è conclusa a Lake Placid, negli Stati Uniti, regalando due storie profondamente diverse.
Da una parte Asa Vermette, il giovanissimo americano che alla prima stagione tra gli Elite ha battuto avversari molto più esperti, conquistando il titolo dopo un’ultima gara carica di tensione.
Dall’altra Valentina Höll, che a 24 anni continua ad accumulare titoli e vittorie, confermandosi uno dei riferimenti assoluti della downhill mondiale.
Il risultato finale è lo stesso: entrambi hanno conquistato la Coppa del Mondo. Ma il modo in cui ci sono arrivati racconta due momenti completamente diversi di una carriera sportiva.
Asa Vermette: a 19 anni conquista la Coppa del Mondo al debutto

Diciannove anni, una sola stagione nella categoria Elite e già una Coppa del Mondo assoluta.
Asa Vermette è il nome nuovo della downhill mondiale e il 2026 potrebbe rappresentare soltanto l’inizio della sua storia ai massimi livelli.
Originario del Colorado, negli Stati Uniti, Vermette è cresciuto in un ambiente dove la mountain bike fa parte della cultura sportiva locale. Si è fatto conoscere giovanissimo per la velocità e la capacità di affrontare i tracciati più tecnici, emergendo rapidamente nelle competizioni americane e internazionali.
La sua progressione è stata impressionante.
Nel 2024 ha conquistato il titolo mondiale Downhill Junior, confermando di essere uno dei talenti più promettenti della sua generazione.
Nel 2025 ha aggiunto un altro risultato prestigioso, vincendo la Red Bull Hardline in Galles, una delle competizioni più spettacolari ed estreme del panorama gravity.
La vittoria alla Hardline ha attirato ulteriore attenzione sul giovane americano, ma il passaggio alla categoria Elite di Coppa del Mondo rappresentava una sfida completamente diversa: una stagione intera contro i migliori specialisti del pianeta, su tracciati differenti e con la pressione di dover essere competitivo ogni weekend.
Vermette ha risposto nel modo più convincente possibile.
Il 2026: dalla vittoria al debutto alla conquista del titolo

Con il team Frameworks Racing/TRP, Vermette ha iniziato la stagione 2026 conquistando subito la vittoria nella prova inaugurale di MONA YongPyong, in Corea del Sud.
Un esordio difficile da immaginare migliore.
Il successo ha confermato che il passaggio dagli Junior agli Elite non aveva ridimensionato la sua competitività. Al contrario, Vermette si è dimostrato immediatamente in grado di lottare con i migliori.
Nel corso della stagione ha mantenuto un rendimento elevato, aggiungendo un’altra vittoria importante a Whistler, in Canada, dove ha preceduto il francese Max Alran di oltre quattro secondi.
Un distacco significativo in una disciplina nella quale spesso i podi si decidono per pochi decimi.
Ma la vera prova di maturità è arrivata nell’ultimo appuntamento.
A Lake Placid, Vermette si è presentato con 96 punti di vantaggio su Jordan Williams. Anche Amaury Pierron era ancora matematicamente in corsa, ma la mancata qualificazione alla finale ha eliminato il francese dalla lotta per il titolo.
La sfida si è così concentrata sui due principali contendenti.
Vermette ha concluso la propria discesa in 3’11″153, ottenendo l’ottavo posto. Williams ha fatto meglio, terminando sesto, ma il risultato non è stato sufficiente a ribaltare la classifica.
Quando anche gli ultimi atleti hanno completato la prova, l’americano ha potuto festeggiare.
La classifica finale lo ha visto chiudere con 1.442 punti, 66 in più di Williams.
A vincere la gara di Lake Placid è stato Luke Meier-Smith, ma il protagonista della giornata è diventato Vermette.
A soli 19 anni è entrato in una ristrettissima categoria di atleti: quella dei rider capaci di vincere la generale Downhill Elite nella stagione del debutto.
Prima di lui, un’impresa del genere era riuscita a Nicolas Vouilloz.
Il paragone con uno dei grandi nomi della storia della downhill rende ancora più significativo il risultato dell’americano.
Vali Höll: a 24 anni è già una leggenda della downhill

Se Vermette rappresenta la nuova generazione che si affaccia ai vertici della downhill, Valentina Höll è la dimostrazione di cosa significhi rimanerci per anni.
L’austriaca, originaria di Saalbach, ha costruito una carriera eccezionale fin dalle categorie giovanili.
Cresciuta in una località alpina profondamente legata agli sport di montagna, Höll ha sviluppato molto presto un rapporto con la velocità, i salti e i terreni tecnici.
I risultati internazionali sono arrivati già tra le Junior, dove si è imposta come uno dei talenti più interessanti del panorama femminile.
Il passaggio alle Elite ha poi dato inizio a una serie di successi che l’hanno portata a diventare il riferimento della specialità.
Nel 2026, a soli 24 anni, Höll ha conquistato la quinta Coppa del Mondo assoluta della carriera.
Un risultato che da solo racconta la sua continuità ai massimi livelli.
Ma il dato diventa ancora più impressionante considerando che, nello stesso anno, ha conquistato anche il quinto titolo mondiale Elite consecutivo.
Cinque maglie iridate di fila e cinque classifiche generali di Coppa del Mondo: numeri che la collocano già tra le atlete più vincenti della storia della disciplina.
Sei vittorie e una stagione dominata dall’inizio

La stagione 2026 di Höll è stata caratterizzata da un dominio difficilmente contestabile.
Con il team Commencal Schwalbe by Les Orres, l’austriaca ha conquistato cinque delle prime sei prove di Coppa del Mondo.
Ha vinto a MONA YongPyong, Loudenvielle, Leogang, La Thuile e Pal Arinsal, costruendo un vantaggio enorme sulle inseguitrici già nella prima parte del calendario.
Successivamente ha aggiunto anche il successo di Whistler, portando a sei il numero delle vittorie stagionali.
La classifica generale era già matematicamente sua con due prove d’anticipo.
Un dato che spiega meglio di qualsiasi aggettivo la superiorità mostrata durante l’anno.
Nel frattempo, ai Mondiali in Val di Sole, Höll ha conquistato il quinto titolo iridato consecutivo, confermando la capacità di essere decisiva anche nelle gare secche, dove un piccolo errore può compromettere un’intera stagione di preparazione.
A Lake Placid, nell’ultima prova di Coppa, è arrivata seconda, battuta dalla francese Lisa Bouladou per appena 0,463 secondi.
La vittoria avrebbe portato Höll a quota sette successi stagionali, eguagliando un primato condiviso da Anne-Caroline Chausson e Rachel Atherton.
Non è arrivato il record, ma il bilancio finale resta straordinario.
Höll ha concluso la stagione con 2.220 punti, contro i 1.135 della seconda classificata Harriet Harnden.
Un vantaggio di 1.085 punti che testimonia quanto sia stata superiore, nell’arco dell’intera stagione, rispetto al resto del gruppo.
Due campioni, due generazioni
Asa Vermette e Vali Höll hanno conquistato la Coppa del Mondo Downhill 2026 in due modi differenti.
L’americano ha dovuto lottare fino all’ultima discesa, gestendo la pressione di una classifica ancora aperta e dimostrando una maturità sportiva sorprendente per la sua età.
L’austriaca ha invece imposto il proprio ritmo fin dall’inizio, trasformando la stagione in una lunga dimostrazione di forza e continuità.
Da una parte la consacrazione di un talento che ha appena iniziato il proprio percorso tra gli Elite. Dall’altra una campionessa che, nonostante la giovane età, possiede già un palmarès da protagonista della storia della downhill.
Il 2026 ha consegnato due nuovi nomi all’albo d’oro stagionale, ma soprattutto ha raccontato due aspetti fondamentali dello sport: la capacità di sorprendere e quella, ancora più difficile, di continuare a vincere.


