La stagione 2026 della Coppa del Mondo MTB si chiude con quattro titoli assegnati a tre atleti: Jenny Rissveds conquista l’XCO femminile, Sina Frei lo Short Track, mentre il francese Luca Martin centra una straordinaria doppietta XCO-XCC. Ma dietro le classifiche ci sono tre percorsi molto diversi, tra ritorni al vertice, consacrazioni e una regolarità che vale quanto una vittoria.
La Coppa del Mondo MTB 2026 è andata in archivio a Lake Placid, negli Stati Uniti, con tre protagonisti assoluti del cross-country internazionale. Jenny Rissveds, Sina Frei e Luca Martin sono i nomi che resteranno nell’albo d’oro di questa stagione.
Tre atleti, quattro titoli e un elemento in comune: la capacità di costruire il risultato nell’arco dell’intero calendario, senza dipendere esclusivamente dalle vittorie di giornata.
Il 2026 ha raccontato soprattutto questo: nella mountain bike moderna, dove il livello è sempre più elevato e le differenze si misurano spesso in pochi secondi, la continuità può fare la differenza tra vincere una gara e conquistare la Coppa del Mondo.
Jenny Rissveds: a 32 anni arriva la prima Coppa del Mondo XCO

Jenny Rissveds non aveva bisogno di un’altra vittoria per dimostrare il proprio valore. La svedese aveva già conquistato l’oro olimpico a Rio 2016 e il titolo mondiale XCO nel 2025. Eppure, nel suo palmarès mancava ancora un risultato importante: la classifica generale della Coppa del Mondo Elite.
Il 2026 ha colmato quella lacuna.
Nata il 6 giugno 1994, Rissveds è una delle atlete più esperte del circuito. La sua carriera internazionale si estende per oltre un decennio ed è stata tutt’altro che lineare. Dopo la consacrazione olimpica, ha attraversato periodi difficili, affrontando anche problemi di salute mentale di cui ha parlato pubblicamente, prima di tornare progressivamente ai massimi livelli.
Il suo percorso rende il titolo 2026 particolarmente significativo: non è il successo improvviso di una giovane promessa, ma il risultato di una carriera costruita attraverso fasi molto diverse.
In questa stagione, con la maglia Canyon XC Racing, Rissveds ha vinto tre prove XCO: Leogang, Lenzerheide e Pal Arinsal. A queste ha aggiunto tre secondi posti, ottenuti in Corea del Sud, Repubblica Ceca e Francia.
Una sequenza di risultati che le ha permesso di arrivare all’ultima tappa di Lake Placid con 220 punti di vantaggio su Sina Frei.
Nella finale americana non è stata la più veloce: ha concluso undicesima, a oltre due minuti dalla vincitrice. Ma non aveva bisogno di vincere. Doveva semplicemente portare a termine la gara e difendere il margine accumulato.
È così diventata la prima atleta svedese a conquistare la generale XCO di Coppa del Mondo.
Un successo che aggiunge un altro tassello a una carriera già ricca di risultati, ma soprattutto dimostra che, a 32 anni, Rissveds è ancora pienamente competitiva ai massimi livelli.
Sina Frei: la regina dello Short Track, ma il 2026 è molto di più

Se Jenny Rissveds ha costruito il proprio titolo attraverso la continuità nell’XCO, Sina Frei ha trovato nello Short Track il terreno ideale per conquistare la generale.
La svizzera, nata il 18 luglio 1997, è da anni una delle atlete più complete del panorama internazionale. Argento olimpico a Tokyo, campionessa mondiale XCC nel 2021 e vincitrice della Cape Epic, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli in discipline che richiedono caratteristiche fisiche e tattiche differenti.
Il 2026 è stato uno degli anni più importanti della sua carriera.
Frei ha conquistato tre vittorie di tappa nella Coppa del Mondo XCC, riuscendo a precedere Jenny Rissveds di appena 60 punti nella classifica generale.
La lotta per il titolo si è protratta fino alla finale di Lake Placid, dove il terzo posto è stato sufficiente per assicurarsi il trofeo. La vittoria di giornata è andata all’italiana Martina Berta, protagonista di un finale di stagione particolarmente positivo con due successi XCC consecutivi.
Ma ridurre il 2026 di Frei alla sola Coppa Short Track sarebbe limitante.
La svizzera ha infatti conquistato anche il titolo mondiale XCO Elite in Val di Sole, i titoli europei XCO e XCC e tre prove di Coppa del Mondo XCO, a YongPyong, Les Gets e Lake Placid.
Proprio l’ultima gara olimpica della stagione ha offerto uno dei finali più spettacolari del weekend americano: Frei ha battuto Martina Berta in una volata serratissima, confermando una condizione straordinaria fino all’ultimo metro.
Il dato più curioso è che Frei ha chiuso l’anno con tre vittorie XCO, lo stesso numero di Rissveds, senza però riuscire a conquistarne la generale.
Un confronto che racconta perfettamente quanto contino tutti i piazzamenti nell’economia di una Coppa del Mondo.
Luca Martin: il francese che ha vinto tutto senza dominare ogni gara

La grande sorpresa, almeno per le dimensioni del risultato, arriva dalla Francia.
Luca Martin, nato il 22 febbraio 2002, a soli 24 anni ha conquistato entrambe le classifiche generali maschili, XCO e XCC.
Un risultato che lo proietta definitivamente tra i grandi protagonisti del cross-country internazionale.
Originario di Tourrette-Levens, Martin non è comparso improvvisamente sulla scena. Il suo percorso comprende il titolo mondiale Under 23 del 2024 e il terzo posto nella classifica generale Elite XCO del 2025.
La progressione verso il vertice era già evidente, ma nel 2026 il francese ha compiuto il salto decisivo.
Con il Cannondale Factory Racing ha ottenuto due vittorie XCO e cinque podi consecutivi, costruendo un vantaggio importante nella generale. La regolarità gli ha permesso di arrivare alla finale americana con il titolo praticamente in tasca.
A Lake Placid ha chiuso quinto, mentre la vittoria è andata al compagno di squadra Charlie Aldridge, davanti a Filippo Colombo.
Ancora più particolare è stata la sua stagione nello Short Track.
Martin ha infatti conquistato la generale XCC senza vincere neppure una prova nel 2026.
Mentre avversari come Adrien Boichis e Mathis Azzaro hanno ottenuto successi di giornata, il francese ha accumulato punti con grande continuità. L’assenza di Boichis nelle ultime prove e il forfait di Azzaro nella finale hanno contribuito a consolidare il suo vantaggio.
È la dimostrazione che una Coppa del Mondo si può vincere anche senza essere il più veloce in una singola giornata.
C’è poi un dettaglio che rende la doppietta ancora più significativa.
Il 2026 segna infatti la conclusione dell’attività del Cannondale Factory Racing nella sua configurazione attuale. Martin ha regalato alla squadra due titoli assoluti nell’ultima stagione, chiudendo un capitolo importante della storia del team nel migliore dei modi.
Due discipline, tre campioni e una lezione comune
La stagione 2026 ha premiato tre profili differenti.
Jenny Rissveds rappresenta l’esperienza, la capacità di tornare al vertice e la continuità di rendimento. Sina Frei ha dimostrato una versatilità straordinaria, riuscendo a vincere nello Short Track e a conquistare il titolo mondiale nella disciplina olimpica. Luca Martin ha invece firmato la propria consacrazione definitiva, trasformando la regolarità in una doppietta di grande valore.
Tre storie che raccontano l’evoluzione del cross-country moderno.
E un messaggio che emerge chiaramente dai risultati: vincere una gara è importante, ma per conquistare la Coppa del Mondo bisogna essere competitivi per un’intera stagione.


