Cast nasce dall’esperienza diretta di atleti gravity, ingegneri e designer con un obiettivo preciso: sviluppare coperture ad alte prestazioni testate realmente sul campo.
Il progetto vede una collaborazione tecnica diretta con Pirelli, che fornisce mescole e tecnologie derivate dal motorsport e dal mondo racing.
Le coperture Cast sono pensate per il riding gravity moderno, con una struttura solida, mescole dedicate e un comportamento studiato per garantire grip, supporto e prevedibilità alle alte velocità, anche nelle condizioni più difficili.
TECNOLOGIA CAST
Le coperture Cast utilizzano mescole e carcasse sviluppate in collaborazione con Pirelli, unendo esperienza Motorsport e Cycling.
Il battistrada con V-design favorisce transizioni fluide in curva, stabilità alle alte velocità e grip costante su terreni asciutti, misti e difficili.
GRIGLIA TECNICA
| Modello | Utilizzo | Misure | Mescola | Carcassa | Peso | Carattere |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cast Antagonist Anteriore | DH / Enduro | 29×2.4 – 27.5×2.4 | SmartEVO DH | DualWall | 29” 1300g / 27.5” 1250g | Grip elevato, precisione e continuità in curva |
| Cast Antagonist Posteriore | Enduro / DH | 29×2.4 | SmartEVO DH | HardWall / DualWall | 1190g / 1310g | Trazione, frenata e stabilità |


SENSAZIONI DI GUIDA
Ho avuto modo di utilizzare queste coperture per un periodo di circa due mesi, con la possibilità di testarle praticamente in ogni condizione possibile: fango, terreno duro, sporco, misto e persino neve.
Il verdetto non è semplice da tradurre in poche parole, perché queste gomme hanno un’anima molto personale che va capita e conosciuta a fondo.
A una prima occhiata potrebbero ricordare altri prodotti sul mercato – soprattutto l’anteriore, che richiama una copertura alla cui realizzazione ha partecipato anche Greg Minnaar – ma è importante non farsi distrarre dalle apparenze.

Le coperture Cast hanno una personalità ben definita, che in parte richiama la filosofia Pirelli per quanto riguarda struttura e mescole.
Quasi tutte le gomme che ho testato in passato presentano una costruzione simile, con pressioni di utilizzo molto vicine tra loro. Ed è proprio qui che ho trovato la prima vera differenza.
Partendo dalle mie pressioni abituali, mi sono trovato inizialmente con una gomma dura e poco gestibile, soprattutto all’anteriore. La sensazione però era diversa rispetto a quella classica di una gomma “troppo gonfia”: non rimbalzava sui buchi generando instabilità, ma in frenata l’anteriore sembrava avere fin troppo grip, dando quasi la sensazione di bloccarsi.
Abbassando la pressione di circa 0,2 atm rispetto al mio standard, la gomma ha cambiato completamente atteggiamento.
Ed è a questo punto che è iniziato il vero test.
Il posteriore offre un grip impressionante, sia in trazione che in frenata. È molto stabile e, grazie alla carcassa più solida, riesce ad assorbire bene gli impatti. L’ho utilizzato volutamente senza inserti per capire fino a dove ci si potesse spingere, e non ho mai avuto contatti con il cerchio: segno che la stabilità della carcassa lavora in modo eccellente, direi superiore rispetto a molte altre coperture.
Questa maggiore rigidità si traduce però in una sensazione particolare all’anteriore, che richiede un po’ di tempo per trovare il feeling e il setting corretto. Una volta trovato, la resa è davvero ottima: la tassellatura laterale fitta crea una continuità che permette alla gomma di penetrare il terreno e trasmettere sicurezza nella conduzione delle curve. L’ingresso curva è stabile, la percorrenza precisa e il comportamento resta consistente anche alle alte velocità.


La carcassa più rigida offre inoltre maggior sostegno nei tratti molto accidentati e consente di evitare l’utilizzo di inserti in neoprene, permettendo una gestione più efficace dell’aria all’interno del copertone.
In staccata la gomma trasmette grande sicurezza: i tasselli centrali, ben distribuiti, garantiscono un rallentamento efficace in ogni condizione, anche nel misto neve e fango.



Come accennato all’inizio, l’“anima Pirelli” si ritrova nella consistenza della mescola, generalmente più dura rispetto ad altri marchi. Questo si traduce in una copertura che va guidata in modo attivo, richiedendo una certa decisione per ottenere la deformazione ottimale dei tasselli. Proprio per questo risulta particolarmente adatta al mondo gravity agonistico e all’uso e-bike, dove i pesi in gioco sono maggiori e una gomma più sostenuta può offrire prestazioni superiori.
CONCLUSIONI
Come ogni prodotto di alta gamma, anche queste coperture hanno bisogno di tempo e prove per essere comprese fino in fondo. Non sono gomme “plug & play”, ma hanno una personalità marcata che premia chi è disposto a lavorare su pressioni e setup.
Una volta trovato il giusto equilibrio, offrono grande stabilità, grip elevato e precisione, soprattutto per una guida aggressiva e veloce.
Sono coperture pensate per chi ama spingere forte, per chi cerca sostegno nei tratti più duri e per chi pedala nel mondo gravity moderno, sia muscolare che elettrico.

