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“North Shore Betty”: un video all’insegna dell’avventura per la festa della mamma

Non è mai troppo tardi per iniziare. Breve film di Patagonia su una mamma che a 73 anni è la leggenda del freeride a Vancouver. “Cos è l’avventura? Essere mamma è il viaggio più bello. Penso che la maternità sia la migliore avventura di sempre. La mountain bike ha potenziato la relazione con mio figlio Hayden.”

Betty-Birrell
©Travis Rummel

Essere sempre pronte il fine settimana ad uscire in bici è naturale come ad un certo punto della vita per alcune donne voler diventare mamme. Comunque, tra le cose che potrebbero succedere con l’avanzare dell’età c’è sicuramente il desiderio di non voler invecchiare ma realizzare che invece potremo desiderare di invecchiare bene è ancora più importante.

"Quando avevo 50 anni, non avrei mai pensato che sarei stata in grado di guidare una mountain bike su un sentiero a 73", dice. "È interessante come la tua percezione dell'età cambi man mano che invecchi. Mi piacerebbe avere di nuovo 65 anni. Non è pazzesco? Chi l'avrebbe mai pensato. Ma la cosa più grande che ho imparato è apprezzare dove sono."
Betty Birrell.

Questo è quello che è successo a Betty Birrel la quale a 73 anni percorre ancora senza tregua i sentieri delle North Shore Mountains della Colombia Britannica con suo figlio trentenne Hayden Robbins. La passione per il freeride ha reso il loro rapporto speciale, un rapporto indissolubile di eterna fiducia e rispetto come quello con la nostra bicicletta.

Betty nel 1994, a 45 anni, comprò la sua prima mountain bike e una sua cara amica la portò giù per il 7th secret, un sentiero sul monte Fromme. Il suo secondo giro fu sul trail “boia”, un percorso tecnico, ripido e pieno di ostacoli. Entrambi hanno mantenuto la valutazione diamante nero ed anche con le migliori bici full-suspension di oggi in molti troverebbero il boia terrificante.

Betty Birrel
©Jordan Manley

Betty, catturata subito dall’avventura, si illumina in viso al ricordo.

La sfida di crescere un figlio da sola senza abbassare mai la guardia.

Negli anni 70 studiava geografia all’università e nel fine settimana andava a scalare le vette più alte di Vancouver con il suo gruppo di amici. Si appassiona al windsurf e durante gli inizi degli anni 80 diventa una delle più forti in quello sport surfando onde di 30 metri come nessuna prima di lei.

Si trasferisce alle Hawai dove lavora come assistente di volo internazionale e da lezioni di windsurf ritagliando sempre del tempo per surfare le sue onde. Sposa un collega canadese tre anni dopo la sua permanenza sull’isola continuando a fare la pendolare tra le Hawaii e la Columbia Britannica per un anno. Alla fine, Betty torna in Canada a 39 anni dando alla luce Hayden.

“Penso che la maternità sia la migliore avventura di sempre”, dice. “Sono rimasta così sorpresa di quanto amassi essere una mamma, quanto amassi essere incinta.”

Betty e Hayden
©Jordan Manely

Poco prima del secondo compleanno di Hayden suo marito li lascia. Ricorda una discussione prima della separazione: “Ha detto: pensi solo che la vita sia un grande fottuto terreno di gioco.” E io ho detto: Beh, si! Ho pensato che fosse un bel complimento.”

Da mamma single, Betty lavora sui voli all’estero nei fine settimana mentre Hayden sta con suo padre o sua nonna e torna per andare a dormire la domenica. Dice “Ti adatti semplicemente mentre vai avanti. Ho appena reinventato l’avventura. Invece di fare alpinismo o cose del genere, andavamo in campeggio in macchina con i miei genitori ed è stato semplicemente fantastico.”

Il tempo insieme è il segreto

Sopra le scale di casa sua c’è un’enorme foto su tela di lei e il figlio Hayden raggianti dopo una giornata passata a sciare insieme e Betty è felice quando si parla dei suoi affetti più grandi. La mountain bike era l’attività perfetta per una mamma single perché era proprio dietro casa che potevamo uscire a praticare insieme.

Betty e Hayden
©Travis Rummel

In quegli anni Betty va a prendere Hayden a scuola e si precipita a Fromme a fare un giro appena può. Hayden ricorda il suo entusiasmo di coaching e la sua pazienza, componente fondamentale per trasmettere fiducia. In un’età in cui la maggior parte dei bambini vuole che i genitori parcheggino dietro l’angolo per non essere visti dai loro amici, Hayden ha sempre accolto sua madre che si univa a lui e ai suoi amici in giro. Dice “E’ fantastico quando ti metti su un sentiero tecnico con lei, va sfrecciando di qua e di la meglio dei miei amici.”

Scritto da

La bicicletta è entrata nella mia vita come una storia d’amore il il 31 luglio del 2015 quando mi hanno messo su una bici da freeride, una maglia xl, un casco e via la prima discesa. Da li è stato tutto un “pedalare” tra passione, odio, pianti e risate fino a scoprire i miei limiti e i miei desideri più profondi. Era in arrivo una laurea in economia dell’ambiente, tesi sulla Sharing Economy. In quel periodo gestivo un Airbnb in Abruzzo, il vivere quegli spazi verdi e quelle montagne ha fatto accendere una lampadina che mi ha illuminata su ciò che volevo veramente fare: la guida cicloturistica. Da allora non mi perdo una fiera, una gara, un festival e iniziative di bici. Nella fatal Verona nasce la collaborazione con 365 MTB, da qui comincia la strada che mi porterà fino al bike center dell’Isola d’Elba.

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