Laurie Greenland riparte da Forbidden: meno World Cup, più riding vero
Laurie Greenland cambia strada, ma non rallenta. Dopo oltre dieci anni passati ai massimi livelli della downhill mondiale, il rider inglese ha annunciato il suo ingresso in Forbidden Bike Co., segnando una svolta importante nella propria carriera.
Non si tratta di un addio alle gare, ma di un cambio di prospettiva. Greenland vuole tornare a vivere la mountain bike senza il peso costante del calendario World Cup, riscoprendo quella libertà che lo aveva portato ad innamorarsi della bici ben prima dei podi internazionali.

Chi è Laurie Greenland
Per chi segue il downhill da anni, Laurie Greenland è uno dei nomi più solidi e rispettati del paddock internazionale. Nato nel Regno Unito, Greenland si è costruito una reputazione grazie a uno stile estremamente aggressivo ma preciso, capace di unire velocità pura e controllo assoluto sui tracciati più difficili del circuito.
La sua carriera esplode definitivamente nel 2015, quando conquista il titolo mondiale UCI Downhill nella categoria Junior. Da lì arriva il salto nel circuito élite della Coppa del Mondo DH, dove negli anni diventa presenza fissa tra i rider più veloci del pianeta.
Nel corso della sua carriera ha corso per team di altissimo livello, accumulando podi, finali e risultati importanti nelle tappe più iconiche della downhill mondiale, da Fort William a Val di Sole. Greenland è sempre stato riconosciuto come uno dei rider più tecnici della scena gravity.
Perché lascia il focus sulle gare
La decisione di ridurre l’impegno agonistico non nasce da una crisi di risultati. Negli ultimi anni Greenland ha continuato a essere competitivo nonostante problemi fisici e diversi incidenti importanti nelle World Cup.
Ma qualcosa è cambiato nel rapporto con la bici.
“Amo correre, ma amo ancora di più andare in bici.”
Una frase semplice che racconta perfettamente il momento che sta vivendo. Dopo anni scanditi da allenamenti, trasferte e pressione costante, Greenland ha scelto di fare un passo indietro prima che la competizione trasformasse la passione in routine.

Forbidden e il ritorno alla MTB più autentica
L’approdo in Forbidden sembra perfetto per questa nuova fase. Il brand canadese è noto per il suo approccio indipendente e fortemente orientato al riding, con biciclette sviluppate direttamente sui trail più estremi della British Columbia.
Per Greenland significa più tempo sui sentieri, più libertà creativa e la possibilità di contribuire allo sviluppo delle future bici downhill del marchio.
Nei prossimi mesi trascorrerà molto tempo a Vancouver Island insieme al team Forbidden, lavorando anche a prototipi DH e test di nuovi setup.
Nuova bici high-pivot: una rivoluzione tecnica
Uno degli aspetti più interessanti di questa transizione riguarda il passaggio a una piattaforma high-pivot, soluzione tecnica che Greenland non aveva mai utilizzato nella sua carriera.
Le bici high-pivot sono diventate negli ultimi anni uno dei temi più caldi nel downhill moderno grazie alla loro capacità di assorbire gli impatti ad alta velocità e mantenere maggiore stabilità nei tratti più sconnessi.
Per un rider tecnico come Greenland rappresenta una sfida completamente nuova: imparare nuove sensazioni, adattare la guida e spingere ancora oltre il concetto di velocità controllata.

Il fuoco competitivo è ancora acceso
Anche lontano dalla pressione della World Cup, Greenland non ha perso l’ossessione per la performance. Setup, velocità e ricerca del limite restano elementi centrali del suo riding.
La differenza è che oggi può viverli con tempi diversi, senza l’obbligo immediato del risultato.
Ed è proprio qui che la sua enorme esperienza nelle gare internazionali diventa preziosa per Forbidden: ogni test, ogni feedback e ogni dettaglio tecnico possono contribuire allo sviluppo delle future bici gravity del marchio.
Tornerà alle gare?
La porta non è chiusa. Greenland stesso non esclude un ritorno alle competizioni quando sentirà di avere di nuovo le motivazioni giuste.
Dopo alcune stagioni complicate e diversi crash pesanti, l’obiettivo adesso è ritrovare entusiasmo e piacere nel pedalare.
Perché a volte, per tornare davvero veloci, bisogna prima ricordarsi perché si è iniziato.