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Grande Est del Devero: dove l’autunno incontra la magia della mountain bike

Il Grande Est del Devero è uno degli itinerari MTB all mountain più suggestivi dell’Ossola, in Piemonte. In questo nuovo capitolo dei Giri di Mingus, quattro amici affrontano uno spettacolare anello tra il Lago di Devero, l’Alpe Forno, alpeggi e sentieri d’alta quota. Un’avventura autunnale tra panorami mozzafiato, foliage dei larici, natura incontaminata e il piacere di condividere la passione per la mountain bike. Un viaggio nel cuore dell’Alpe Devero, dove ogni pedalata diventa un’emozione.


Ci sono luoghi che non smettono mai di emozionare, sentieri che diventano ricordi e montagne che, ogni volta, sanno regalare sensazioni nuove. Per questo nuovo capitolo dei Giri di Mingus torniamo nel cuore dell’Ossola, alla scoperta di uno degli itinerari più affascinanti delle Alpi piemontesi: il Grande Est del Devero. Un’avventura in pieno stile all mountain, tra paesaggi selvaggi, laghi alpini e boschi di larici che si preparano a indossare i colori dell’autunno.

Alpe Devero, dove la montagna sa ancora sorprendere

Ci sono posti in cui basta arrivare, respirare profondamente e guardarsi intorno per capire che la giornata sarà speciale.

L’Alpe Devero è uno di questi.

Incastonata tra le montagne dell’Alta Ossola, a oltre 1.600 metri di quota, questa meravigliosa conca alpina è un piccolo mondo sospeso nel tempo. Un luogo dove le baite in pietra raccontano storie antiche, i pascoli si distendono ai piedi delle montagne e i sentieri sembrano perdersi verso l’orizzonte.

Siamo nel cuore del Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, uno degli ambienti più suggestivi del Piemonte, capace di conquistare chiunque ami la montagna nella sua espressione più autentica.

Ma c’è un momento dell’anno in cui tutto questo diventa ancora più magico.

È l’autunno.

Quando le giornate si accorciano, l’aria si fa più frizzante e i larici cominciano lentamente a cambiare colore, il Devero si trasforma. Le montagne si accendono di sfumature dorate, i boschi diventano un intreccio di giallo e arancione e ogni angolo sembra dipinto.

È il foliage alpino, uno spettacolo che qui assume un carattere davvero unico.

E quale modo migliore per viverlo, se non in sella a una mountain bike?

Il Grande Est: molto più di un semplice giro in MTB

Tra i tanti itinerari che attraversano questo territorio, ce n’è uno che per gli appassionati di all mountain ha un sapore particolare: il Grande Est del Devero.

Un nome che evoca subito grandi spazi, avventura e libertà.

Un percorso che si snoda tra alpeggi, laghi, valloni e sentieri d’alta quota, dove la bellezza del paesaggio si mescola continuamente al piacere della guida.

Il Lago di Devero, conosciuto anche come Codelago, le praterie alpine, gli scenari dell’Alpe Forno e le montagne che fanno da cornice all’intero anello compongono un mosaico naturale difficile da dimenticare.

Qui la MTB torna alla sua essenza più pura.

Si sale con il proprio ritmo, si affrontano i passaggi tecnici con concentrazione, si accetta qualche tratto a spinta quando il terreno lo richiede. E poi ci si ferma, magari solo per qualche secondo, perché davanti agli occhi si apre un panorama che merita di essere vissuto senza fretta.

Il Grande Est non è soltanto un itinerario da completare.

È uno di quei giri che si vivono, si assaporano e che, una volta tornati a casa, continuano a pedalarti dentro.

I Giri di Mingus: il richiamo del Devero

Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di essere segnati sul calendario.

Arriva ottobre, le montagne iniziano a cambiare volto e quella voglia di tornare su certi sentieri diventa irresistibile.

Per Mingus, il Grande Est è proprio uno di quegli appuntamenti.

E così, venerdì scorso, insieme a tre amici, è arrivato il momento di tornare ancora una volta lassù, dove ogni curva del sentiero nasconde un ricordo e ogni panorama sembra sempre nuovo.

Quattro amici, quattro mountain bike e una voglia comune: lasciarsi alle spalle la routine e trascorrere una giornata immersi nella bellezza della montagna.

La partenza è dal parcheggio di Devero.

Le prime pedalate hanno il sapore familiare dei luoghi che si conoscono e che, proprio per questo, si amano ancora di più. Il ritmo è tranquillo, senza fretta, mentre il percorso si sviluppa costeggiando il lago.

L’acqua riflette le montagne, il silenzio è interrotto soltanto dal rumore delle ruote sul terreno e dalle chiacchiere tra amici.

Poi la salita prosegue verso l’Alpe Forno.

Il paesaggio cambia, gli spazi diventano più ampi e selvaggi. Le montagne sembrano avvicinarsi, mentre i sentieri si fanno più avventurosi e il Grande Est comincia a mostrare tutto il suo carattere.

È qui che l’all mountain diventa qualcosa di speciale.

Non è soltanto una questione di tecnica o di gambe. È il piacere di sentirsi parte del paesaggio, di conquistare ogni metro con le proprie forze e di sapere che, dietro la prossima curva, potrebbe esserci uno scorcio capace di lasciare senza parole.

Aspettando l’oro dei larici

L’autunno era il grande invitato di questa uscita.

Mingus e i suoi compagni speravano di trovare i boschi già accesi dai colori più intensi, con i larici pronti a trasformare il Devero in quella tavolozza di sfumature dorate che ogni anno richiama appassionati di montagna e fotografia.

Ma la natura, si sa, segue i propri tempi.

Il foliage deve ancora regalare il meglio di sé.

Anche il cielo non è quello delle giornate perfettamente limpide, quando le cime sembrano disegnate contro l’azzurro. Qualche velatura accompagna il gruppo, mentre le temperature, piacevoli e comprese tra i 13 e i 15 gradi, rendono la pedalata ideale.

Eppure, non manca assolutamente nulla.

Perché la bellezza del Devero non si misura soltanto con l’intensità dei colori o con la limpidezza del cielo.

È nell’atmosfera, nel profumo della montagna, nella luce morbida che accarezza i pascoli. È in quei momenti in cui smetti di pedalare, alzi gli occhi e ti rendi conto di quanto sia bello essere proprio lì, in quell’istante.

I larici non sono ancora completamente dorati, ma la magia del Devero è già tutta presente.

E forse è proprio questa la sorpresa più bella della giornata.

Quattro amici, un sentiero e mille emozioni

Ci sono uscite che ricordi per una discesa particolarmente bella, altre per la fatica di una salita o per un panorama indimenticabile.

E poi ci sono quelle che ricordi soprattutto per le persone con cui le hai condivise.

Il Grande Est di Mingus è anche questo.

Quattro amici che pedalano insieme, che si aspettano nei tratti più impegnativi, che condividono la soddisfazione di una salita e il divertimento di una discesa.

Senza cronometri, senza classifiche, senza la necessità di dimostrare nulla.

Solo il piacere di essere lì.

Perché, alla fine, la mountain bike è fatta anche di piccole cose: una battuta durante una sosta, una fotografia scattata al momento giusto, un passaggio tecnico superato con un sorriso e quella complicità che nasce dopo tante avventure condivise.

Sono momenti semplici, ma sono proprio quelli che trasformano un’escursione in un ricordo.

E alla fine… il terzo tempo!

Ogni grande giro ha il suo finale.

E per Mingus e i suoi amici, dopo le emozioni del Grande Est, la giornata non poteva che concludersi con un altro appuntamento irrinunciabile: il terzo tempo a Montecrestese!

Le bici finalmente riposano, la fatica lascia spazio alla soddisfazione e davanti a una birra si torna a parlare dei sentieri appena percorsi.

Si ricordano i passaggi più divertenti, si scherza sulle difficoltà incontrate e, inevitabilmente, qualcuno comincia già a immaginare la prossima uscita.

Perché la mountain bike non finisce quando termina il sentiero.

Continua nei racconti, nelle risate, nelle amicizie che si rafforzano giro dopo giro.

E forse è proprio questo uno dei motivi per cui continuiamo ad amare così tanto questo sport.

Il Grande Est non delude mai

Il foliage più spettacolare dovrà aspettare ancora un po’.

Ma Mingus e i suoi compagni tornano a casa con qualcosa che vale molto più di una fotografia perfetta: un’altra giornata da ricordare, vissuta tra montagne meravigliose, sentieri emozionanti e amicizia.

Il Grande Est del Devero si conferma uno di quei luoghi in cui vale sempre la pena tornare, perché ogni stagione cambia il paesaggio e ogni uscita regala una storia diversa.

Ed è proprio questo lo spirito dei Giri di Mingus, che noi di 365 MTB amiamo raccontare: non soltanto tracce GPS, chilometri o dislivelli, ma le emozioni che si nascondono dietro ogni pedalata.

Perché ci sono sentieri che percorri una volta e dimentichi. E poi ci sono quelli che ti restano dentro, che ti richiamano ogni anno e che non smetteresti mai di pedalare.

Il Grande Est del Devero è uno di questi.

E siamo certi che Mingus, prima o poi, tornerà ancora lassù. Magari quando i larici saranno finalmente vestiti d’oro.

Alla prossima avventura, Mingus. Noi di 365 MTB siamo già pronti a seguirti! 🚵‍♂️🍂



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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