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Arriva la primavera, riparte il 4enduro

Domenica non vi è stata solo la prima tappa della coppa del mondo di cui trovate la cronaca QUI; è ripartito anche il circuito 4enduro e con esso è ricominciata anche la mia stagione agonistica (se così si può chiamare).

In azione in quel di Coggiola

Importa poco come sia andata la mia personale gara, è più interessante raccontare dell’ambiente, degli amici ritrovati e dei volti nuovi. La primavera è da sempre il periodo della rinascita; per chi fa questo sport coincide con l’inizio delle gare e in generale dei momenti di incontro. Come già scritto qualche settimana fa, si va in bici tutto l’anno; ma è innegabile che è proprio in questo periodo che si fa maggiore il desiderio di uscire e scoprire la natura. 

Per molti la competizione è un’occasione per girare su trail nuovi, per uscire dalla routine dei classici percorsi dietro casa;  trovando così nuove motivazioni e per migliorare se stessi. Ma le competizioni sono anche  il momento per recuperare rapporti, incontrare vecchi amici e spesso farsene di nuovi. La condivisione della fatica e dell’adrenalina è un collante capace di unire come poche altre cose.  Le risalite, lo scambio di impressioni su un passaggio complicato, oppure le sensazioni di fine ps sono attimi di una giornata intensa.

A Coggiola vi è poi un elemento in più, la salamella a fine gara; un appuntamento a cui nessuno sembra voler rinunciare…

Essere parte di questa carovana mi permette di comprendere meglio le dinamiche di chi organizza un evento; di quali sono le problematiche e dell’immane lavoro che ruota attorno alla domenica di gara. Sono solito ringraziare sempre gli organizzatori; a prescindere dalla riuscita o meno, perché ci vuole più coraggio a preparare una competizione piuttosto che essere un atleta.  

Coggiola Outdoor

La partecipazione a questo appuntamento di 4enduro è anche l’occasione per ripercorrere alcuni dei trail iconici di questa disciplina; ma è soprattutto il momento per scoprire i nuovi lavori svolti dal gruppo di questa località valsesiana.

Bella zio, San Pancrazio, Gogher, sono nomi che chiunque abbia partecipato ad una gara di enduro ha sentito almeno una volta; questo anche perché da diversi anni sono il campo di allenamento dei fratelli Lupato.

Ma il team di trail builders locale ha voluto fare un salto di qualità; inserendo nuove varianti, andando ad aprire una nuova area di divertimento nella valle che parte da Noveis e arriva ad Ailoche. Sono così nati la Belen e le miniere, due trail che uniti hanno permesso di trasformare questa gara in qualche cosa di inedito.

Ne è uscita una competizione veramente intensa, dove la componente fisica ha giocato un ruolo importante. Stando al mio Cardio ne è uscita una gara con 1500 mt circa di dislivello 4800 kcal spese, non male.  

La gara

450 i partecipanti a questa prima tappa del 4enduro, molti gli atleti di primo livello; ma ancora maggiore il numero degli appassionati che hanno voluto incontrarsi a Coggiola

La cronaca dice che a vincere è stato Denny Lupato; a cui la recente paternità non ha tolto la voglia di andare forte. Al secondo posto si è piazzato Matteo Raimondi, che ha portato in gara la Specialized Stumpjumper evo; ha dimostrato che si può andare forti anche con mezzi meno esasperati. Chiude il podio Matteo Berta, a dimostrazione che la gara ha avuto una caratura nazionale di spessore.

Il podio maschile
Il vincitore di tappa Denny Lupato, neo papà
Matteo Raimondi e la sua Stumpjumper
Matteo Berta in azione

Fra le donne la vittoria è andata a Nadine Ellecosta, al secondo posto Gloria Scarsi mentre a chiude il podio Alia Marcellini.

Il podio rosa
La campionessa italiana Nadine Ellecosta in azione

Anche fra gli amatori si resta in casa, con la vittoria di Gabriele Brera Molinaro, che stacca un 8° posto assoluto, al secondo posto Davide Carisismi e al terzo il verbanese Alberto Stopani.

Il vincitore dell’assoluta amatori Gabriele Brera Molinaro

Ma alla tappa del 4enduro di Coggiola c’è stato anche un evento che non è passato inosservato fra gli addetti ai lavori, il passaggio di Davide Sottocornola ai master. Un fatto storico, che chiude un capitolo per uno dei più importanti rider nazionali. Il motivo di questa scelta è legato al progetto lavorativo; che vede S8 impegnato nello sviluppo delle strutture dedicate alla MTB del campo di Maggiora, famosissimo teatro di epiche sfide nel cross mondiale. Avremo modo di approfondire con il diretto interessato questo progetto più avanti, andandolo a trovare sul suo “posto di lavoro”.

Adesso la carovana del 4enduro si sposta in quel di Oasi Zegna, Val di lana; in pratica da Coggiola invece di salire sulla sponda destra, si salirà sulla montagna opposta.

Davide Sottocornola (S8) in azione alla prima gara da master
Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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