Abbiamo chiuso molto vicini anche sul cronometro: Denny in circa 2 ore e 10 minuti e Alex in 2 ore e 12 minuti. Alla fine siamo arrivati rispettivamente quinto e ottavo tra gli amatori, portandoci a casa entrambi anche un secondo posto di categoria, Denny in M1 e Alex in M2.
Per avere un riferimento di quanto si sia andati forte, il primo amatore ha concluso intorno alle 2 ore e 6-7 minuti, mentre il vincitore assoluto ha impiegato circa 1 ora e 52 minuti.
Insomma, davanti hanno menato parecchio.
Ma, al di là dei tempi e delle posizioni, la parte che ci ha soddisfatto di più è stata la gestione della gara.
Negli anni passati La Prevostura ci aveva spesso presentato il conto nel finale, soprattutto con i crampi. Questa volta siamo partiti più tranquilli, senza farci prendere troppo dalla foga dei primi chilometri, cercando soprattutto di alimentarci bene durante tutta la gara.
Già nelle prime gare gravel della stagione avevamo visto quanto una gestione più attenta di gel e carboidrati potesse fare la differenza, aiutandoci a mantenere la gamba più piena e costante.
E alla Prevostura ha funzionato: niente crampi e ancora qualcosa da spendere nel finale. Siamo riusciti addirittura ad andare un po’ in crescendo.
La fatica, ovviamente, non è mancata. Ma quando le gambe girano e non passi gli ultimi chilometri a combattere contro i crampi, ci si diverte decisamente di più.
La Prevostura per noi è ormai quasi una tradizione. Una di quelle gare che, salvo qualche parentesi negli anni in cui ci siamo concentrati esclusivamente sull’enduro, abbiamo sempre cercato di mettere nel calendario.
È una gara di casa, o quasi, e soprattutto arriva in quel momento dell’anno in cui si comincia a tirare una riga sulla stagione. Negli anni l’abbiamo usata spesso proprio così: come ultima gara, oppure come penultimo appuntamento prima di chiudere definitivamente con la Roc d’Azur.
Il nostro rapporto con La Prevostura, però, parte da lontano. Alex la correva già da Junior, mentre Denny aveva iniziato ancora prima, quando partecipava al percorso più corto. Insomma, in un modo o nell’altro siamo praticamente cresciuti anche con questa gara.
E quando possiamo esserci, ci siamo volentieri.
Le Marathon non sono più una cosa “da vecchi”

Quest’anno c’è una cosa che ci ha colpito particolarmente.
Premessa: non siamo certo due grandi specialisti delle Gran Fondo o delle Marathon. Arriviamo da esperienze diverse e le lunghe distanze non sono mai state il centro della nostra attività. Però, frequentando queste gare negli anni, un cambiamento ci sembra piuttosto evidente.
Ci sono molti più giovani.
Anni fa avevamo quasi la sensazione che il Marathon fosse una disciplina a cui si arrivava dopo. Magari correvi per anni nel cross country e, quando diventavi un po’ più grande, passavi alle lunghe distanze.
Adesso invece vediamo ragazzi giovani che si avvicinano direttamente al mondo Marathon. E secondo noi è un bel segnale.
La Prevostura: 48 km che sembrano semplici. Sembrano.

La Prevostura è una gara di circa 48 chilometri. Non presenta difficoltà tecniche esagerate, soprattutto in discesa, ma non significa certo che sia una passeggiata.
Anzi.
Le salite sono relativamente corte, ma ce ne sono tante e alcune sono veramente ripide. È il classico percorso dove continui ad accumulare fatica senza quasi accorgertene e, se parti troppo forte, nel finale il conto arriva.
Da questo punto di vista è una gara che ci piace molto: impegnativa, ma allo stesso tempo accessibile. E a fine stagione, quando nelle gambe ci sono già parecchi mesi di bici, può essere un ottimo modo per chiudere l’anno.
Questa volta niente crampi


La nostra gara è andata decisamente bene, forse anche meglio di quanto ci aspettassimo.
Abbiamo chiuso molto vicini anche sul cronometro: Denny in circa 2 ore e 10 minuti e Alex in 2 ore e 12 minuti. Alla fine siamo arrivati rispettivamente quinto e ottavo tra gli amatori, portandoci a casa entrambi anche un secondo posto di categoria, Denny in M1 e Alex in M2.
Per avere un riferimento di quanto si sia andati forte, il primo amatore ha concluso intorno alle 2 ore e 6-7 minuti, mentre il vincitore assoluto ha impiegato circa 1 ora e 52 minuti.
Insomma, davanti hanno menato parecchio.
Ma, al di là dei tempi e delle posizioni, la parte che ci ha soddisfatto di più è stata la gestione della gara.
Negli anni passati La Prevostura ci aveva spesso presentato il conto nel finale, soprattutto con i crampi. Questa volta siamo partiti più tranquilli, senza farci prendere troppo dalla foga dei primi chilometri, cercando soprattutto di alimentarci bene durante tutta la gara.
Già nelle prime gare gravel della stagione avevamo visto quanto una gestione più attenta di gel e carboidrati potesse fare la differenza, aiutandoci a mantenere la gamba più piena e costante.
E alla Prevostura ha funzionato: niente crampi e ancora qualcosa da spendere nel finale. Siamo riusciti addirittura ad andare un po’ in crescendo.
La fatica, ovviamente, non è mancata. Ma quando le gambe girano e non passi gli ultimi chilometri a combattere contro i crampi, ci si diverte decisamente di più.
E adesso? Si cambia completamente sport. O quasi.
Qualcuno, dopo La Prevostura, continuerà verso la Roc d’Azur.
Noi questa volta no.
Ci prendiamo un attimo di pausa perché quest’inverno abbiamo deciso di tornare a qualcosa che ci piace parecchio: il ciclocross.
E lì cambia tutto.
Passiamo da una gara di quasi 50 chilometri, dove bisogna ragionare, gestirsi e alimentarsi, a prove sotto l’ora dove praticamente non c’è tempo per pensare. Rilanci continui, intensità altissima e una fatica completamente diversa.
Ma è proprio questo il bello.
La Prevostura è stata il nostro modo di salutare la stagione lunga.
Adesso recuperiamo un po’. Poi sarà nuovamente ora di andare forte.
Denny e Alex Lupato


