Per anni Edoardo Perugino ha mostrato salti, viaggi e avventure sui social. Da oggi apre il suo Diario di Bordo su 365mountainbike, dove le avventure diventano storie e lasciano spazio ai dubbi, alle cadute e a tutto quello che succede prima e dopo un video di trenta secondi.
Benvenuti a bordo

Ci sono persone che hanno bisogno di programmare tutto. Io, sinceramente, non ci sono mai riuscito.
Mi piace sapere da dove parto, molto meno dove arriverò. Forse è proprio questo il motivo per cui la mountain bike è diventata molto più di uno sport.
Per molti è una passione, per altri una competizione. Per me è sempre stata un modo per scoprire il mondo, conoscere persone, mettermi alla prova e, soprattutto, capire chi sono.
Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di vivere esperienze che, viste da fuori, sembrano quasi irreali: gare, trick, bike park, viaggi in van, allenamenti con alcuni dei rider più forti d’Europa e migliaia di chilometri percorsi inseguendo un sogno…
Sui social, però, tutto questo dura pochissimi secondi.
Un reel.
Una foto.
Un salto.
Poi si scorre e si passa al contenuto successivo.
Ed è giusto così, perché Instagram è il posto perfetto per raccontare un momento. Ma un momento non è una storia.
Dietro ogni video ci sono ore di strada, terra sotto le unghie, salti costruiti da zero, decine di tentativi, cadute, infortuni e quella domanda che, prima o poi, ogni rider si fa: ma ne vale davvero la pena?
La risposta, per me, è sempre la stessa.
Sì.
Ed è proprio tutto quello che non entra in un reel che voglio raccontare.
Perché nasce il Diario di Bordo

Quando con i ragazzi di 365 MTB abbiamo iniziato a parlare, ci siamo resi conto che avremmo potuto fare qualcosa di diverso.
Su questo magazine trovate test, approfondimenti, tecnica, viaggi, interviste e tutto quello che serve per vivere la mountain bike con consapevolezza.
Io non voglio aggiungere un’altra recensione o raccontare l’ennesimo itinerario.
Vorrei portarvi dentro la mia quotidianità.
La quotidianità di un ragazzo di 20 anni alla scoperta del mondo con un van e una bicicletta.
Qui nasce il Diario di Bordo.
Non sarà un blog e nemmeno una rubrica di viaggi.
Sarà il posto dove raccogliere tutto quello che normalmente rimane fuori dall’inquadratura.
Perché i social raccontano quello che faccio, ma raramente raccontano quello che vivo.
Le persone incontrate lungo la strada, le chiacchierate che ti restano dentro, le giornate che non finiscono mai come erano iniziate, le avventure che preferisci vivere fino in fondo invece di tirare fuori la telecamera.
È lì che succede la parte più bella.
Ed è proprio quella che voglio raccontare qui.
Non esistono solo i momenti migliori

Molti mi scrivono dicendo che vorrebbero vivere la mia vita.
La verità è che anch’io la sceglierei di nuovo, ogni singolo giorno.
Ma sarebbe sbagliato raccontarvela solo attraverso i momenti migliori.
Ci sono settimane in cui sembra che niente funzioni.
Ci sono idee che restano nella testa per mesi prima di prendere forma, tra lavoro, sacrifici e soldi da trovare.
Ci sono trick che ti mettono davanti ai tuoi limiti e ti costringono a capire quanto sei davvero disposto a provarci.
E ci sono infortuni che ti insegnano a rallentare, anche quando l’unica cosa che vorresti fare è tornare in sella.
E poi ci sono i viaggi.
Quelli veri.
Le notti nel van, i chilometri macinati senza sapere se lo spot che hai visto in una foto sarà davvero come lo immaginavi, le persone incontrate lungo la strada, le lingue che impari quasi per necessità e tutte quelle piccole esperienze che non finiscono mai in un video su Instagram.
È questa la parte della mia vita che preferisco.
Ed è anche quella che voglio condividere con voi.
Cosa troverete in questo spazio

Questo Diario di Bordo cambierà insieme a me.
Ci saranno i racconti dei miei viaggi, gli spot freeride più belli che riuscirò a trovare, i tutorial sui salti e sui trick, il dietro le quinte delle gare, gli allenamenti, gli errori, le idee che funzionano e quelle che finiscono male.
Ci saranno persone, incontri e storie.
Perché alla fine la mountain bike è molto più delle biciclette che usiamo o dei trick che impariamo.
È il modo in cui scegliamo di vivere.
Sui social continuerò a raccontare la mia quotidianità, come ho sempre fatto.
Qui, invece, ci prenderemo il tempo per raccontare le storie.
Quelle complete.
Il primo capitolo

Non so esattamente dove mi porterà questo percorso.
So soltanto che tra poco partirò di nuovo.
Ci saranno nuove destinazioni, nuovi spot, nuove sfide e, probabilmente, anche qualche imprevisto.
Quello che posso promettervi è che cercherò di raccontare tutto con la stessa sincerità con cui vivo ogni viaggio.
Perché Instagram continuerà a mostrarvi dove sono.
Il Diario di Bordo, invece, proverà a raccontarvi perché ci sono arrivato.
Benvenuti a bordo.