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3 giorni “tranquilli” a PILA nel Bike Park

Ci sono delle volte che, in modo inaspettato, arrivano delle mail veramente gradite.


E’ iniziata così la tre giorni di Pila, con un messaggio di Giulia di Moon agency, in cui mi si chiedeva se fossi disponibile a partecipare ad un press trip nella località valdostana.

Marco Tagliaferri, ospite di Moon Agency, si ritrova a Pila per fare una 3 giorni di puro divertimento e avventura nel comprensorio Aostano.

Un’opportunità per ritornare in uno dei luoghi simbolo della MTB gravity, per verificare per voi lo stato dell’arte del bike park e contestualmente provare la Commencal da DH Pila non ha bisogno di presentazioni, sono ormai anni che ha deciso di investire nel turismo estivo e soprattutto in quello a due ruote. Grazie soprattutto all’energia e alla competenza del compianto Corrado Herin, la località ha saputo sviluppare tracciati capaci di soddisfare le esigenze dei pro rider internazionali e contemporaneamente di molti appassionati della domenica. Un’alchimia difficile da realizzare ma che qui ha trovato un giusto equilibrio.

Inoltre hanno saputo modificare nel tempo i trail, riuscendo ad adattarli alle esigenze di questo ambiente in constante evoluzione. Dalla prima pista di dh, in cui corsi 15 anni fa, molte cose sono cambiate nel mondo delle ruote grasse, qui a Pila hanno saputo adattarsi ai cambiamenti introducendo linee più complesse, decisamente più stimolanti per i rider più esigenti; riuscendo nello stesso tempo a proporre anche tracciati rivolti ad un pubblico meno specialistico. In questo senso l’ultimo arrivato, il flow trail, è riuscito a colmare un vuoto che era rimasto nell’offerta della località montana, proponendo un percorso pensato e progettato per le famiglie e per i mini biker alle prime armi.

E’ stato proprio questo serpentone ricco di sponde e gobbe la vera sorpresa di questo week end; infatti se già conoscevo la struttura del bike park e la bontà del progetto che ruota attorno alla Word Cup, il nuovo tracciato azzurro ha sorpreso per la sua capacità di accontentare le diverse anime del mondo off road, mi è spesso capitato di incontrare famiglie, rider alle prime armi e atleti in allenamento; ognuno intento ad affrontare le sponde e i salti con finalità e interpretazioni differenti, ma tutti unanimemente convinti della bontà del progetto. Chi lo utilizzava per imparare le dinamiche della guida di una bici da montagna, chi per accompagnare i propri figli alla scoperta di questo meraviglioso luogo e chi invece con l’obiettivo di riuscire a chiuderlo senza toccare i freni.

Ma la tre giorni non è stata solo l’occasione per girare come un criceto impazzito sui trail; vi è stata l’opportunità di scambiare alcune impressioni con il presidente della società e di comprendere come quello che ho avuto modo di vedere sia solo l’inizio di un’idea più ampia e articolata. Mi ha fatto piacere trovare una realtà dinamica, che non si è seduta sugli allori, ma che cerca costantemente di allargare l’offerta, avvalendosi sempre dell’aiuto di professionalità del settore.

Come dicevo inizialmente tutto è iniziato con Herin, ora invece è Vernassa, personalità di grande esperienza, ad aver raccolto il testimone e a portare avanti l’idea iniziale. Questo fatto si nota soprattutto nei dettagli, primo fra tutti la progettazione e la realizzazione del bike park. Come già accennato inizialmente, su questi trail posso convivere gli atleti e gli appassionati con un bagaglio tecnico meno ampio, grazie soprattutto a percorsi che a seconda della velocità con cui vengono affrontati, possono presentare diverse difficoltà; vi sono ad esempio dei doppi che permettono salti di diversi metri, ma che possono essere comodamente copiati, sponde con anticipi per pochi eletti e tratti molto sconnessi dove le differenti traiettorie permettono a tutti ‘di portarla a casa’. E’ chiaro che ci sono alcuni passaggi della word cup che sono per pochi, ma anche in quei casi le linee alternative danno la possibilità di cavarsela con qualche preoccupazione ma niente di più.

Concludendo, posso affermare con tranquillità che ho trovato a Pila una realtà in costante evoluzione , che nei prossimi anni saprà regalare nuove sorprese, come il nuovo impianto che renderà più facilmente fruibile anche il trail della Desarpa, storica maxiavalche che partendo dai suoi 2700 mt porta i più allenati direttamente ad Aosta.

Seguirò con attenzione questa evoluzione, in modo da potervi informare tempestivamente di ogni novità, ‘sacrificandomi’ per voi ogni volta che verrà presentato un nuovo tracciato.



Scritto da

marco.tagliaferri@365mountainbike.it Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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