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Brandon Semenuk fa la storia al Red Bull Rampage

Brandon Semenuk

Guarda il replay del suo quarto trionfo con il commento in italiano di Fontana, Testa e Ziliani.

Fonte: comunicato stampa Giulia De Maio

Ieri sera la Red Bull Rampage ha scritto un’altra pagina della storia della mountain bike mondiale. L’evento di punta del calendario freeride ha celebrato il suo 20° anniversario con le acrobazie dei più abili rider del pianeta che tra le rocce di Virgin, nello Utah, hanno dato vita a discese pazzesche che hanno ulteriormente alzato l’asticella del freeride.

Kurt Sorge, Brandon Semenuk e Reed Boggs

Abbiamo visto il primo flat drop tail-whip alla Rampage, uno degli assi nella manica calati da Brandon Semenuk che con una seconda manche da pelle d’oca si è meritato il suo quarto successo consecutivo nella gara di freeride più ambita.

Tredici anni dopo aver vinto per la prima volta la competizione come esordiente proveniente dalla scena dello slopestyle, la creatività e l’ingegnosità del 30enne canadese gli hanno portato il suo quarto ambito titolo Rampage. Nella storia nessuno era mai riuscito a imporsi per così tante volte, figuriamoci di fila. Dietro di lui, al secondo posto e a soli 0.67 di punto si è piazzato Kurt Sorge, noto per le sue discese cariche di stile e fermo a quota 3 successi nella Rampage, e il debuttante Reed Boggs che con 87 punti si è guadagnato un posto accanto a due leggende.

Semenuk ha sorpreso gli appassionati presentandosi al via con una forcella mono piastra sulla sua bici, li ha lasciati senza fiato per la caduta nella prima manche e si è meritato una standing ovation nell’ultima discesa in cui si è giocato il tutto per tutto. Dopo un’uscita pulita dal suo doppio drop, ha dato seguito a un T-Bog eseguito con un bar spin, e poi ha realizzato con successo il flat spin che ha mancato alla prima run, quindi ha chiuso con un backflip tailwhip sull’ultimo salto. La corsa gli è valsa un punteggio finale di 89 punti che lo ha catapultato in cima alla classifica. Sul podio finale sono saliti con lui il connazionale Kurt Sorge e il rider locale Reed Boggs, che ha potuto gareggiare all’ultimo grazie ai forfait di altri partecipanti infortunatisi durante le prove.

Tom Van Steenbergen ha entusiasmato la folla con un enorme front flip sul suo flat drop meritandosi il Best Trick Award. Jaxson Riddle si è aggiudicato il Best Style Award e la sua squadra di scavatori, composta da Joel Shockley e Samuel Mercado, ha vinto il Digger Award. Il Toughness Award è andato a Cam Zink, l’uomo d’acciaio, che è riuscito a prendere parte all’evento finale nonostante il grave incidente dei giorni scorsi durante i test del tracciato.

Non è riuscito a fare altrettanto Brage Vestavik, out prima delle finali, ma che si è portato a casa il McGazza Spirit Award per lo spirito dimostrato e lo stile di guida che lo contraddistingue.

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