Claudia Peretti è la nuova campionessa italiana marathon, una delle biker italiane più competitive anche nel panorama internazionale della Coppa del Mondo. Per alcuni anni ha vissuto a Omegna, dove abbiamo avuto modo di incontrarla e seguirne da vicino la crescita sportiva.
Reduce dalla conquista del titolo italiano, Peretti racconta la sua gara e il momento del movimento marathon ltà che spesso accompagnano il ciclismo femminile.
Che valore ha vincere il Campionato Italiano?
«È qualcosa di speciale. Per me il Campionato Italiano è una gara a parte: è una vittoria che si assapora subito e che però dura un’intera stagione, perché poi quella maglia la indossi in tutte le gare.Sapevo che sarebbe stata una corsa dura e molto adatta alle mie caratteristiche. Conoscendo il tracciato, ho deciso di utilizzare la front».
Ti faranno una bici con una colorazione speciale tricolore?
«Spero di no… perché l’ultima volta che è successo non mi ha portato molta fortuna».
Com’è andata la gara?
«La partenza era controllata dietro la macchina. La prima salita era larga e asfaltata, quindi non c’era troppo rischio di rimanere imbottigliati.
Ho deciso di impostare subito il mio ritmo, senza guardarmi indietro e senza farmi condizionare dalle altre. Con me c’era Fumagalli a ruota, ma io ho pensato soltanto a pedalare come avevo programmato. Non so nemmeno esattamente dove si sia staccata già nella prima vera salita sono riuscita a fare il vuoto».
Qual è stata la strategia vincente?
«Era una gara poco tecnica, da vincere soprattutto in salita. Per questo ho scelto la front: l’obiettivo era fare la differenza in salita e poi amministrare il vantaggio.
In discesa, invece, ho preferito non rischiare troppo. Nel 2023 avevo rotto proprio per aver esagerato e quest’anno volevo evitare qualsiasi problema. Ho gestito con tranquillità e sono arrivata allo scollinamento con un buon margine».
Come sta cambiando la Coppa del Mondo marathon?
«Una volta esisteva la World Series, un po’ come accadeva nell’enduro, ma era poco seguita. Le cose sono cambiate quando si è provato ad avvicinare la marathon al cross country, inserendo alcune gare nel circuito internazionale UCI.
Quel progetto però è durato soltanto due anni, soprattutto perché le trasferte erano molto impegnative per team e aziende, senza un reale ritorno d’immagine.
Da due anni invece c’è l’Hero World Cup, chiamata così perché organizzata dagli stessi promotori della Hero Südtirol Dolomites. Le gare sono organizzate bene e ci sono anche eventi nuovi interessanti, anche se secondo molte squadre resta ancora da migliorare il ritorno mediatico».
Come giudichi il tuo inizio di stagione?
«Nel complesso sono abbastanza contenta. Quest’anno la Coppa è iniziata a febbraio, per cuiho docuto anticipare la preparazione. Le sensazioni sono buone, alla prima gara ho bucato e ho fatto parecchia fatica, perché ho dovuto pedalare per un tratto con la gomma sgonfia, perdendo così molto tempo.
A Capoliveri invece, nonostante stessi bene fisicamente, ho avuto una giornata storta. Mi è dispiaciuto molto perché ci tenevo a fare bene».
Adesso arriva Andorra: cosa ti aspetti?
«Spero di fare una bella gara. Sicuramente il tricolore mi darà energia in più, anche se il livello è davvero molto alto».
In Coppa del Mondo il livello femminile si è alzato?
«Sì, tantissimo. Ci sono atlete molto forti e il livello continua a crescere.
Anna Weinbeer, che attualmente è leader della Coppa del Mondo, è un caso particolare. È un’outsider perché ha preso la tessera élite soltanto l’anno scorso e quindi non la conosciamo ancora benissimo.
Quest’anno è dimagrita molto e bisognerà capire se riuscirà a mantenere questo livello per tutta la stagione. Però evidentemente ha un motore incredibile, perché riesce a tenere velocità impensabili per tutte le altre».
Il titolo italiano rappresenta un altro passo importante nella crescita di Claudia Peretti, oggi stabilmente tra le protagoniste della marathon internazionale. La vittoria tricolore conferma la sua solidità nelle gare più dure e la proietta verso la seconda parte di stagione con ancora maggiore fiducia.
Adesso l’attenzione si sposta sulla Coppa del Mondo e sulla trasferta di Andorra, dove il livello sarà altissimo ma dove Peretti arriverà con entusiasmo, consapevolezza e quella maglia tricolore che, come dice lei stessa,