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Il Trail Building e l’evoluzione della MTB: intervista a Edoardo Melchiori di IMBA

Quando si parla di Mountain Bike, spesso l’attenzione si concentra su telai, componenti, geometrie e prestazioni.


Tuttavia, c’è un aspetto fondamentale che viene spesso trascurato: i sentieri. Senza di essi, non avremmo dove mettere le ruote.

Con questa intervista a Edoardo Melchiori di IMBA (International Mountain Bicycling Association), vogliamo inaugurare un percorso di approfondimento su una figura chiave per il nostro divertimento: il trail builder.

Negli ultimi anni, questa professione si è evoluta notevolmente, parallelamente alla crescita della MTB come risorsa per lo sviluppo turistico di molte località. Se un tempo il volontario con soffiatore e rastrello si occupava della pulizia di sentieri preesistenti, oggi il trail builder è una figura sempre più specializzata, che deve interfacciarsi con amministrazioni comunali, enti turistici, parchi naturali e altre istituzioni.

Abbiamo scelto di partire con IMBA perché rappresenta un punto di riferimento per comprendere meglio l’attuale situazione di questo settore fondamentale.

Intervista a Edoardo Melchiori di IMBA

Come giudichi l’evoluzione del trail building negli ultimi anni?

Ciao Marco! IMBA opera in Italia da 10 anni e in questo tempo abbiamo assistito a una grande evoluzione del mondo della MTB. Oggi il settore è più maturo e consapevole delle opportunità che offre. Anche l’approccio ai nostri corsi è cambiato: inizialmente, le domande erano focalizzate su come costruire salti e sponde, mentre ora c’è una maggiore attenzione agli aspetti burocratici, ai permessi e alla gestione della manutenzione dei trail. In sintesi, sta crescendo la consapevolezza di quanto sia importante avere una visione più ampia della gestione dei sentieri.

Perché è importante realizzare un progetto di trail building ben fatto?

Un progetto ben realizzato garantisce sentieri più armoniosi, sicuri e sostenibili nel tempo. Uno degli errori più comuni è costruire trail senza una strategia adeguata, il che porta a una maggiore necessità di manutenzione a causa dell’erosione del terreno e del deflusso dell’acqua.

Quanto è importante il rapporto con le istituzioni?

Fondamentale. Avere un buon rapporto con le istituzioni aiuta a superare ostacoli burocratici, gestire eventuali conflitti con i proprietari dei terreni e accedere a finanziamenti. Inoltre, può essere utile per sensibilizzare chi ancora vede la MTB come un problema anziché un’opportunità.

Negli anni è aumentato il numero di trail builder professionisti?

Sì. Quando abbiamo iniziato, in Italia non esistevano professionisti dedicati esclusivamente a questa attività. Oggi le cose sono cambiate e il trail builder può scegliere tra due strade: lavorare come dipendente per una località, alternando il trail building estivo ad altre attività invernali, oppure intraprendere la carriera da freelance. Quest’ultima è sicuramente più stimolante, ma comporta una vita più nomade e incerta.

IMBA viene spesso criticata perché si pensa che le sue regole impongano trail “spianati” e pendenze limitate. Cosa rispondi?

È un malinteso. Seguire le nostre linee guida non significa dover usare una ruspa o livellare il terreno. Piuttosto, si tratta di progettare percorsi con il minimo impatto ambientale, capaci di resistere nel tempo senza richiedere interventi di manutenzione costanti. Naturalmente, su pendii molto ripidi sarà difficile realizzare un trail accessibile a tutti, ma con gli accorgimenti giusti si può comunque ottenere un tracciato sostenibile.

Come valuti le nuove norme sulla responsabilità civile della Valle d’Aosta?

Si tratta di un passo avanti. La responsabilità civile sui sentieri è stata spesso usata come pretesto per ostacolare la diffusione della MTB. In realtà, i casi di denunce contro i proprietari dei terreni sono stati rarissimi. Questa norma toglie un alibi a chi si oppone ai trail e speriamo che venga estesa presto a tutto il territorio nazionale.

Uno dei problemi principali è quantificare l’impatto economico di una bike area. Come si può fare?

Dove ci sono impianti di risalita è più semplice, ma altrove è più complicato. Un metodo efficace è l’utilizzo di sistemi di contapassaggi evoluti, che distinguono tra biker, pedoni e animali. Questi dati permettono di stimare il flusso di visitatori, programmare investimenti e dimostrare il valore economico della MTB per il territorio. Tuttavia, mancano ancora studi approfonditi per quantificare con precisione la ricaduta economica di ogni euro investito.

Questa intervista evidenzia quanto il trail building sia diventato un elemento chiave per lo sviluppo della MTB, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico e turistico. La crescita di questa disciplina passa attraverso la professionalizzazione dei costruttori di sentieri, la collaborazione con le istituzioni e una maggiore consapevolezza delle buone pratiche di gestione.

Restate sintonizzati per altri approfondimenti su questo tema! 🚵‍♂️

Per informazioni sui corsi: https://www.imba-italia.org/



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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