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A Ruote Ferme

Chi va piano va sano e si diverte

Lode alla lentezza. La vita è frenesia, ritmi sincopati ed un susseguirsi di impegni che sovente non lasciano il tempo per osservare il mondo, assaporare la vita e pensare.

Spesso anche la nostra passione viene divorata da questa attitudine. Persino nel descrivere gli oggetti del nostro desiderio, ci soffermiamo maggiormente su quei dettagli che rendono i nostri mezzi più preformanti e veloci. Forcelle che assorbono ogni asperità e che permettono di condurre le curve a mach 2; mezzi leggeri per volare in salita e geometrie allungate che fanno assomigliare le nostre due ruote a dei razzi. Anche gli eventi, i video e la narrazione generale del nostro mondo sono spesso improntati alla performance nella sua accezione più estrema.

Complice le vacanze natalizie, capaci di fermare il mondo in una bolla senza tempo, dove ogni cosa acquista una accezione differente, ho voluto rivedere per un istante le priorità e il modo di avvicinarmi alla MTB. Quindi largo alle emozioni e all’ascolto della natura. Il nostro rampichino è nato per il puro divertimento, come strumento capace di portarci in luoghi lontani, di farci assaporare l’ampiezza della natura e di farci evadere dalla realtà per un tempo dilatato che solo noi sappiamo quantificare.

In questi giorni di festa stranamente tiepidi, ho voluto provare l’emozione di un uscita in bici prima dell’alba, per assaporare il silenzio e poter così osservare l’ambiente con occhi differenti. Niente ripetute, esercizi vari o tratti in velocità; ma solo il movimento constante dei pedali, il ritmo preciso del respiro e quel dilatarsi dei sensi che solo l’attività fisica riesce a regalare. C’è stata così la possibilità di osservare meglio i luoghi che attraverso costantemente, di vedere una città ferma ed immobile, di sentire il suono del silenzio e l’aria frizzante. Di spiare gli animali del bosco che nelle ore più frequentate spesso si allontanano, ma che all’alba ne sono tranquilli frequentatori. Ho avuto così la possibilità di riscoprire il fascino della lentezza e di ricordarmi che non è sempre necessario essere veloci per gustare quella sensazione inebriante che l’adrenalina sa dare. Molte volte con un viaggio tranquillo si può respirare la vita che si ridesta, sentendo il mondo che lentamente si rimette in moto.

Non è necessario alzarsi prima dell’alba per godere fino in fondo di queste sensazioni, l’ambiente naturale in cui i nostri mezzi si muovono riesce a regalarci emozioni simili anche semplicemente svoltando di poche centinaia di metri dalla strada principale, ma questo piccolo sacrificio vale tutto lo sforzo di aprire gli occhi quando tutto attorno a noi dorme ancora

Nei prossimi giorni provate a rallentare, guardate con occhi diversi quella strada bianca su cui ricercate la pedalata ideale, o quel trail dove ad ogni curva, sasso o radice cercate di andare più veloci. Rallentate e mostrateci gli scorci dei vostri giri, i panorami e il lato intimo della MTB, mandateci le vostre immagini, o pubblicatele con l’hashtag #iovadolento, così che tutti possano essere partecipi di questo momento e condividere con voi un nuovo modo di vedere la MTB.

Ora però è il momento di salutarvi e andare a riprendermi un KOM rubatomi qualche giorno fa….

Written By

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

All’alba Pedalerò! Pedalerò! Pedalerò!

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