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Perchè in Italia non si può usare la camera ipobarica?

Le camere (o tende) ipobariche, dette anche ipossiche, simulano l’altitudine inducendo il corpo a produrre globuli rossi.

camera ipobarica
Stefano Oldani vince tappa Giro d'Italia
Stefano Oldani vince la 12^ tappa al Giro d’Italia 2022

A risollevare il tema è Stefano Oldani, vincitore della 12a tappa del Giro d’Italia 2022, che ha parlato di come in Italia siamo indietro anni luce riguardo l’argomento camere ipobariche:”Sono deluso dal nostro movimento, questa è una vecchia questione che nessuno ha preso in mano. Solo noi italiani non possiamo usarle, ed è incredibile pensare a quanto siamo indietro. Il 90% del gruppo fa uso di queste tipologie di allenamenti. È utile che qualcuno prenda in mano questa situazione. Sono stato due settimane da solo sull’Etna. Totalmente da solo, mentre i miei compagni di squadra erano in Spagna, in hotel, e usavano tranquillamente le camere ipobariche per ossigenare il sangue e simulare l’altitudine. Per noi italiani è scomodissimo: andare in altura per lunghi periodi, avere una macchina sempre a disposizione. Chiedo a chi può di prendere la questione in mano“.

Cosa sono le camere ipobariche?

Ora, le camere (o tende) ipobariche, dette anche ipossiche, non sono propriamente un sistema di allenamento. Più realisticamente, si possono inserire in un programma di allenamento per simulare situazioni in altura anche se si abita ad altitudini basse. La legge italiana (376/2000) le considera pratiche dopanti perché alterano artificialmente processi naturali come la produzione di globuli rossi attraverso lo stazionamento del corpo a condizioni simulate di altitudine per mezzo di un compressore o con l’immissione nell’aria di azoto che riducono la quantità di ossigeno nell’ambiente. Il corpo viene indotto a produrre globuli rossi. Quello che faceva ai tempi l’EPO lo fa adesso in modo naturale (più o meno), la camera ipobarica. Oppure un soggiorno in altura. Per i corridori di oggi è fondamentale: un corpo più allenato all’assenza di ossigeno “funziona” meglio dal punto di vista del recupero e della resistenza. Se non si usano tali sistemi, si rimane indietro. E in Italia si mette il prosciutto davanti agli occhi, sapendo che comunque gli atleti sono costretti a trasferisti all’estero o usarlo a proprio rischio e pericolo.

Camera ipobarica e iperbarica
Nella camera iperbarica la pressione atmosferica aumenta e si simula quanto accade quando si va verso le profondità del mare, come in subacquea. Con la camera ipobarica, al contrario, la pressione diminuisce e si simula quello che avviene salendo di altitudine, come quando si va in montagna.

camere iperbariche ciclismo

L’Italia le vieta, ma solo lei

L’Italia vieta ai propri tesserati di qualunque sport e nel proprio territorio l’utilizzo di questa pratica. La Wada è indulgente invece e lascia a ogni paese libertà di coscienza. In spagna è stato creato l’hotel Syncrosfera, gestito dall’ex corridore russo Alexander Kolobnev. Tante stanze, poco ossigeno. Si può “salire” fino a 3000 metri senza muoversi dal letto e ci si può “allenare” anche guardando la tv. Ma nel mondo ci sono tanti esempi di questo tipo. In Italia troviamo TerraXcube (Bolzano), dove è presente una camera ipobarica in grado di simulare gli 8000 metri: la usarono nel 2019 anche gli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger come acclimatamento in attesa di partire per una spedizione himalayana. L’alpinismo però non è considerato uno sport professionistico. Il ciclismo sì, ma in base alla propria nazionalità è consentito usarla o meno.

Syncrosfera
Syncrosfera, l’hotel dell’ex professionista Kolobnev, dotato di stanze pressurizzate

Nella mountain bike non si sente molto parlare di camera ipobarica ma sicuramente qualche pro di alto livello la userà (è sempre un argomento un po’ tabù).

Alle volte si fa fatica a capire come può l’Italia sfornare così tanti talenti nello sport quando a livello istituzionale spesso siamo da terzo mondo. Politici Italiani, svegliamoci.

Scritto da

[email protected] Sono un appassionato di tutto quello che ha 2 ruote: in età giovanile ho praticato agonisticamente il ciclismo su strada e su pista (campione Italiano Allievi). All'età di 18 anni sono passato nel cross country gareggiando a livello nazionale/internazionale come Under23. Passato Elite, ho fatto la scelta di prendere le cose più alla leggera dal punto di vista dell'allenamento, ed ecco che è nato l'amore per le discipline gravity, formandomi come maestro e guida FCI MTB. Ora ho fatto della mia passione la mia professione gestendo 2 centri MTB all'isola d'Elba (Bike Center Elba ed Elba MTB), creando il FANTAmtb e raccontando in modo ironico, ma professionale, tutto quello che ruota attorno alla MTB grazie a 365tv.

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