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Intervista al Rocky mountain Race Face enduro team

Durante il soggiorno che il team ha avuto in quel di Pogno, il ‘gufo’ Alessandro Crolla ci ha preparato questa bella intervista al trio di candesi di ritorno da Canazei.

Abbiamo già presentato le giornate di allenamento che il team delle Montagne rocciose ha trascorso a Pogno, QUI potete vedere il report completo; adesso è il omento di presentare l’intervista che Alessandro Crolla ha realizzato per noi.

Ciao ragazzi, ci troviamo qua a Omegna ora, ospitati da Canottieri Outdoor,
oggi abbiamo avuto una giornata fantastica sui trail dei Gufi a Pogno, vi siete
divertiti? Vi sono piaciuti i sentieri che abbiamo fatto?

Jesse Melamed (da ora in poi, J): Sì Sì mi sono piaciuti, molto divertenti, erano simili a Finale Ligure, uno dei miei
posti preferiti per girare, i trail erano veloci, tecnici, ed è stato molto bello seguire voi
ragazzi che conoscete tutte le linee giuste e i salti.
Remi Gauvin (da ora in poi, R): Molto Flow, attraverso i canaloni naturali, poter girare in quelle piccole valli era
molto divertente.
Andreane Lanthier Nadeau (da ora in poi, A)Sì, decisamente trail molto giocosi e divertenti.
Benissimo, ora ho alcune domande per ognuno di voi
Jesse, è da molti anni che ti trovi negli alti ranghi dell’Enduro mondiale,
riusciresti a descrivere come la disciplina si sia evoluta negli anni?

J: Ha come fatto un cerchio, all’inizio l’enduro era molto fisico per il corpo e tecnico per i mezzi, ora stiamo tornando indietro a quella situazione, ma abbiamo magari delle giornate di gara più corte, con
prove speciali veramente intense e veloci; per esempio, a Canazei la
prima prova speciale (PRO Stage) è stata breve, circa 3 minuti, ma lo stesso tutti la
hanno finita completamente morti, anche perché andando così veloce devi essere al
110%.
Le distanze dei tempi sono veramente minime, anche nelle prove
più lunghe i tempi sono molto vicini, ti puoi giocare la vittoria per pochi
secondi… questo cambia la pressione psicologica nella gara o all’inizio delle
prove speciali?

J: è tutto così “ stretto” e vicino, tu puoi fare il meglio ma anche molte altre persone vanno forte quindi, da un lato ti toglie quasi la
pressione perché siamo tutti lì, tu dai il tuo meglio e vedrai se avrai fatto bene,
d’altro canto ti può mettere molta pressione perché non puoi fare alcun errore.

Jesse Melamed EWS Petzen Jamnica 2022
Jesse Melamed, vincitore PRO stage EWS Petzen Jamnica 2022

Cambiando il tema delle domande, che cosa utilizzi, nelle prove a casa o
sui campi gara, per trovare il tuo setting ideale delle sospensioni?


ALN: Di solito preferisco trovare il mio setting ideale prima di partire per le gare,
prendendo quindi dei setting in Canada, arrivare in Europa, vedere come va. Di
solito noi veniamo un po’ prima della prima gara così che possiamo fare qualche
aggiustamento, ma di solito i miei setting rimangono costanti, non importa dove
corro, faccio davvero piccoli cambiamenti, ma la mia base rimane la stessa
ovunque, quindi il mio setting ideale è uno che posso portarmi ad ogni evento e sono
sicura che andrà bene, con al massimo qualche piccolo cambio. Per le prove rimane
lo stesso della gara, non lo cambio, le uniche situazioni dove magari lo cambio
totalmente è quando giro per divertirmi a casa, perché i miei setting da gara sono
“veloci” quindi a volte devo “rallentare” la bici per divertirmi un po’.
Per trovare il tuo setting ideale usi qualcosa di speciale come la telemetria?
ALN: Io no, i ragazzi si invece.
J: Sì, quest’inverno abbiamo usato dei sensori di movimento e gli strumenti per la
telemetria, ci siamo accorti che ti aiutano molto.
R: Si è bello avere una fotografia di quello che la tua bici sta facendo sotto di te e
così puoi sapere se è messa bene o male, ed è veramente facile e veloce capire se
sta funzionando, non devi pensarci troppo tu e puoi continuare a fare quello che fai
sempre.


Remi, quante volte ti alleni, soprattutto nelle settimane dove non hai delle
gare?

R: Dipende, in una settimana leggera magari 10 ore o meno sulla mia bici, nelle
settimane più pesanti, le ore si alzano a 20-22. Di solto funziona a blocco, parti da
una settimana leggera, poi aggiungi ore ogni settimana, fino al punto che sei veramente stanco, e qui è quando prendiamo
magari una settimana di pausa o di recupero. Quindi parti da 10 ore, poi ti sposti a
15, poi a 18 o 20, e poi al massimo altre, se no torni a 10. Di sicuro passiamo molto
tempo in bici.


Negli ultimi anni le MTB, specialmente per l’Enduro, sono veramente cambiate,
diventando più aggressive, più discesistiche, come pensi che la guida di
queste biciclette sia cambiata?

R: Bene… credo che sia come una progressione naturale, siccome le gare diventano
più difficili, fisiche, con importanti pendenze, tutti alzano il loro livello, l’intensità
aumenta, è questo che succede quando uno sport cresce, quindi ora tutti hanno le
energie per finire una lunga giornata di gara, serve però qualcosa che ti aiuti a
mantenere la giusta intensità, tutti stanno andando al massimo, quindi un mezzo che
risponda a queste caratteristiche è l’ideale, è giusto che sia così perché
è questo che succede quando uno sport è nel pieno della sua evoluzione.

Nelle prove speciali, vai sempre a “full gas”, o cerchi di imparare il
tracciato, quanta velocità avere e quanta energia dare?

ALN: Dipende dalle prove speciali, negli stage corti devi andare al massimo sempre,
quando sai che c’è da fare un pezzo molto tecnico, devi entrarci abbastanza
“riposato”; per esempio se c’è un grande rilancio in prova e dopo so che c’è una
discesa tecnica, non andrò a full gas nella salita, perché devo fare in lucidità la
discesa, quindi pianifico un pochino. Ma al top, ora come ora, devi essere capace di
guidare anche lunghe sezioni tecniche e difficili da stanco, quindi, come
diceva Remi, le persone stanno andando sempre più forte, devono essere pronte a
guidare sotto sforzo, quindi se vuoi essere davanti devi praticamente andare sempre
al massimo.


Una domanda per tutti voi, se potreste scegliere un consiglio da poter dare a
tutti i giovani ragazzi che decidono di provare ad avvicinarsi all’enduro, quale
dareste?

R: La prima cosa fondamentale; devi veramente amare andare in giro in bici, devi
avere voglia di andare in bici per tanto tempo, non voglio dire
tutti i giorni perché è praticamente impossibile per molti, ma divertirsi con lunghi giri,
la cosa bella dell’enduro è proprio il poter andare tanto in bici, credo che questa sia la cosa migliore dell’enduro, ed è qualcosa che
bisogna imparare ad amare.
ALN: Io penso che devi guardare avanti, veramente semplice; ma è qualcosa che
noi sempre ci dobbiamo ricordare di fare, i tuoi occhi sono i tuoi miglior strumenti,
oltre a questo il mindset di chi inizia a fare qualcosa deve essere il miglior mindset
perché vuoi provare cose nuove, sei super motivato a migliorarti, devi
sempre ricordarti come ti sei sentito all’inizio e spingerti a provare sempre cose
nuove, perché questo è l’unico modo per migliorare
J: Il mio pensiero è simile a quello di Remi, passare molto tempo sulla propria bici,
giocare con la propria bici, quando vai con gli amici fare magari delle sfide, sfidarsi
sui tempi o sulle linee aiuta moltissimo, ovviamente gli allenamenti servono e
aiutano, perché se non ti alleni e non vai in palestra non è il massimo, ma quello che
conta è passare giornate sulla propria bici, cercando di andare forte nelle discese, e
cercare di divertirsi sempre, questo è il metodo più veloce e divertente per
migliorarsi. Avere un gruppo di amici aiuta molto, dove divertendosi ci si allena e
ognuno trascina l’altro.
Grazie mille, spero che abbiate gradito stare qua sul Lago d’Orta, e con noi sui
sentieri, speriamo tutti che magari un giorno torniate, e davvero grazie mille
ancora per essere stati con no
i.

Ora guardate il video di presentazione del Team:



Scritto da

[email protected] Tutto quello che riguarda il fuoristrada: dal ciclocross al cross country, dal downhill all'enduro, senza dimenticare il ciclomercato, le curiosità e la tecnica. Per contatti commerciali, scrivere a: [email protected]

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