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Dhsign FixShox: il made in Italy che piace all’estero

FixShox, un progetto brevettato e completamente made in Italy, che fa lavorare in asse il tuo ammortizzatore. Abbiamo sentito l’inventore Giacomo Gasparella.

DHSign FixShox

Abbiamo raggiunto “virtualmente” Giacomo Gasparella, fondatore di DHSign e ora inventore di FixShox, un sistema per far lavorare in asse l’ammortizzatore. Ed ecco che ora nascono tanti dubbi nei rider: ma fino ad ora ho guidato con l’ammortizzatore fuori asse? Ecco perché, con quella tipologia di bici, ogni anno facevo fuori un ammortizzatore!

DHSIGN è un azienda veneta, nata nel 2012 con l’obiettivo di produrre componenti gravity di altissima qualità. Giacomo è un biker super appassionato e lo si trova spesso al via delle gare più toste (Downhill, MaxiAvalanche), sempre con il sorriso stampato sulla faccia.

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Giacomo Gasparella, primo a sinistra, sempre impegnato in ambito gare.

Se non sai precisamente di cosa tratta FixShox, prima di leggere l’intervista dai un’occhiata a questo articolo.

Da dove nasce l’idea di FixShox?

L’idea nasce da una considerazione universale: moto, auto e aerei hanno ovunque questi sistemi di allineamento sferico su ammortizzatori, smorzatori, attuatori lineari elettronici e molto altro, appunto per rendere più fluido e non influenzabile il sistema da tutte le oscillazioni posteriori e anteriori di dove verrà fissato. Nelle bici nessuno era riuscito a fare un prodotto plug-and-play che andasse negli eyelet originali degli ammortizzatori con il tipico foro da 15mm con sede larga 13mm (non entro nei mille particolari delle tolleranze).

fixshox dhsign

Una domanda che si sono posti in tanti: ma davvero può succedere che l’ammortizzatore non lavori in asse perfettamente? Anche nei modelli più in voga che crediamo perfetti?

ASSOLUTAMENTE SI! Tutti i telai fanno lavorare fuori asse l’ammortizzatore durante il loro utilizzo con alcune differenze. Ci sono schemi sospensivi che, abbinati a materiale e disegno, dovrebbero farne assolutamente uso sin dalla prima installazione. Quasi fosse un obbligo. Tutti i telai in acciaio, magari monocross senza rimandi e con lunghe escursioni. Basta prendere la ruota posteriore e scuoterla con energia e si vede che tutto il sistema flette. I primi clienti che si sono messi in attenzione sono aziende Inglesi leader in questi telai. E’ stato un onore ricevere i loro ordini.

Orange Bikes Stage 6 Evo SE
Orange Bikes Stage 6 Evo SE: la regina dei monocross

Poi tutti i sistemi con ammortizzatore con rimando nella zona del top-tube. Anche loro soffrono parecchio. Tipico di molte e-bikes e XC Downcountry dove, per ragioni opposte, hanno flessioni belle importanti: una per il peso elevato, l’altra per la leggerezza dei materiali.

bh atmox carbon
BH Atmox Carbon

Poi ci sono i sistemi con infulcro basso e molto scatolato. Questi soffrono molto meno. Ne basta solo uno nella posizione verso il telaio.

scott spark (1)
Scott Spark, ammo basso e molto scatolato

Ma per tutti c’è un ma e un però. Secondo voi, i vostri cari cuscinetti degli snodi del carro e delle bielle sono eterni? Attenzione che dopo due giorni, o molti di più, in park con i cuscinetti distrutti che hanno fatto lavorare tutto il sistema fuori asse, sicuramente qualche danno è stato fatto.

Un’altra risposta viene dai team EWS, con cui ho iniziato a lavorare da Canazei in primis. Non posso fare nomi ma molti hanno dovuto mantenere ammortizzatore ad aria perchè quelli a molla, per tutte le ragioni descritte sopra, spaccavano gli steli.

Qual è il vantaggio primario che un utente prova quando installa FixShox sulla propria MTB?

I vantaggi sono tanti: minor surriscaldamento delle guarnizioni interne per un disallineamento degli steli ad aria o molla. Famosi alcuni telai che letteralmente si mangiano il colore degli ammo solo da una parte. Di conseguenza non si allunga di molto la manutenzione dell’ammortizzatore ma di sicuro si riduce il rischio di danni maggiori a parità di tempo.

Più nel dettaglio, facci una lista in puro stile marketing

Vantaggio di peso: solo 6 grammi nella misura di 30mm;
Vantaggio psicologico: sapere che tutto scorre in linea;
Vantaggio tecnico: L’ammortizzatore non lavora impuntato;
Vantaggio di sicurezza: sapere che se mi si smolla un cuscinetto, il sistema si raddrizza comunque, soprattutto se sono montati in entrambe le direzioni;
Vantaggio sociale: insomma, dare soddisfazione ad un’azienda Italiana, aggiungo comunque nell’ambito europeo, non è male.
Vantaggio prezzo: costano come un set originale di bussole normali di marche famose.

Specialized Turbo Levo
Turbo Levo: una bici che aveva un rapporto di leva molto elevato e che, a detta di Giacomo, usare il FixShox aiuta molto

Tengo a precisare un paio di punti importanti e che ci rende felici nella perseveranza: la “plastica“ è stata sviluppata da una grande azienda europea che ci ha miscelato un polimero appositamente per noi ottenendo risultati a oggi pazzeschi. E ricordiamo che siamo potuti uscire in prevendita e vendita solo dopo aver ricevuto l’ok del brevetto. Questo per dire che girano da oltre un anno in gran segreto.

Il montaggio è semplice? Soffre di qualche incompatibilità?

Il FixShox è praticamente Plug-and-play: aAbbiamo sviluppato anche i due tools di rimozione e inserimento per poter lavorare in maggiore sicurezza. Ogni Fixshox viene accoppiato con degli standard qualitativi precisi.

fixshox by dhsign

Il tempo necessario per inserire un FixShox con un ammortizzatore gia liberato dalle vecchie bussole DU, è di circa 30 secondi. Abbiamo sviluppato tutte le misure piu in voga: 18 / 19 / 20 /22 / 25 / 26 / 30 / 35 / 40 / 45 per perno con foro da 8.

Stai lavorando, o hai nella testa, qualche altro progetto interessante nei prossimi mesi?

Progetti futuri ? Si. Ampliare la gamma di attacco manubrio con il nostro sistema brevettato e ampliare la compatibilità con più ammortizzatori possibili. Eh si, perché ce ne sono alcuni con misure fuori standard. Poi ci sarebbe un’idea che dovrebbe aver a che fare con l’elettronica…. Per ora solo in testa!


COMMENTO SENZA FILTRI

Andrea C. sulla nostra pagina facebook, aveva esternato la sua perplessità su FixShox con questo commento:
Ma che dite??? C’è qualcuno che può mostrare un’analisi cinematica o tutti Cepu? È una biella: lavora solo di punta (se le cerniere di estremità, che vincolano due gradi di libertà ognuna, fanno quello che devono). Se le cerniere non ruotano, ovvero non fanno quello che sono state progettate per fare, allora l’ammo non lavora più di punta e si introducono sforzi interni aggiuntivi che deformano l’ammortizzatore come da disegno (si chiama “linea elastica”): in questo caso il diagramma del momento non si azzera in corrispondenza della cerniera, come dovrebbe, ma questa ne trasmette una parte. La cerniera normalmente trasmette lo sforzo assiale e quello di taglio (responsabile, insieme a quello del momento, se la cerniera non lavora bene, della deformata esagerata mostrata). Il taglio, tuttavia, è assolutamente trascurabile se le cerniere lavorano bene.
Diverso è il discorso delle deformazioni dovute a forze di taglio parallele all’asse delle cerniere: queste devono essere assorbite dai foderi alti e quindi trasmesse dal triangolo al telaio, più precisamente al tubo sella: il tutto dovrebbe essere più rigido superiore di almeno due ordini di grandezza rispetto a quanto non sia l’ammortizzatore. È chiaro che se vedono i foderi, il triangolo e il tubo sella, lo sforzo di taglio viene sostenuto tutto dall’ammortizzatore.
In ogni caso, il disegno e’ fuorviante.

Ecco la risposta di Giacomo: Per rispondere all’utente molto preparato, dico che nessuna moto ne potrebbe fare a meno. Penso che in cento metri spezzerebbero qualunque ammo se vincolato assialmente. Poi, come da rendering già pubblicati con movimenti 3D e forze applicate, si vede chiaramente che tutto il sistema può lavorare fuori asse. I software di analisi andrebbero in errore immediatamente con i vincoli assiali. Insomma, sono anni che usiamo CAD di un certo livello e ci danno ragione a pieni voti.

Ecco il video in questione:

Maggiori informazioni?
Ecco il Sito ufficiale



Scritto da

[email protected] Sono un appassionato di tutto ciò che ha 2 ruote: in età giovanile ho praticato agonisticamente il ciclismo su strada e su pista (campione Italiano Allievi). All'età di 18 anni sono passato nel cross country gareggiando a livello nazionale/internazionale come Under23. Passato Elite, ho fatto la scelta di prendere le cose più alla leggera dal punto di vista dell'allenamento, ed ecco che è nato l'amore per le discipline gravity, formandomi come maestro e guida FCI MTB. Ora ho fatto della mia passione la mia professione gestendo 2 centri MTB all'isola d'Elba (Bike Center Elba ed Elba MTB), creando il FANTAmtb e raccontando in modo ironico, ma professionale, tutto quello che ruota attorno alla MTB grazie a 365tv.

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