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Allenamento: 3 modi per utilizzare lo stretching

A seconda degli obiettivi e del tipo di lavoro che stiamo svolgendo lo stretching può avere una suo funzione. Scopriamo 3 modi di pensare all’allungamento muscolare

Nell’articolo precedente ( se lo hai perso clicca QUI) abbiamo descritto i tre pilastri per avere una schiena tonica e protetta, in questo approfondimento ci soffermiamo sullo stretching; uno strumento di allenamento per il quale ci sono diverse scuole di pensiero. Che sia utile è fuori discussione, quello che proverò a descrivere è come approcciarlo a seconda del momento in cui lo svolgiamo.  

1)Lo stretching prima dell’allenamento o di una gara

Non son un amante dello stretching come strumento da utilizzare prima di una gara o di un allenamento, durante le fasi di riscaldamento bisogna aumentare la velocità di circolazione del sangue, incrementare la capillarizzazione, alzare i battiti cardiaci e gli atti respiratori; tutti fattori che non si migliorano con l’allungamento passivo. In questa fase è meglio lavorare in modo attivo, con affondi e pedalate. Lo stretching entra in gioco quando ci sono delle rigidità pregresse, soprattutto a carico del bacino e del tratto lombare o di quello del cingolo scapolare e del collo. In questo caso anche l’allungamento può essere un utile integrazione ad u riscaldamento globale.

2)Al termine di uno sforzo

Anche in questo caso bisogna differenziare il lavoro, tenendo conto di alcuni elementi, quali la durata dello sforzo, la sua intensità e la tipologia.

  • Se abbiamo svolto un lavoro ad alta intensità, con una produzione di acido lattico importante; sarà bene dare maggiore valore ad un lavoro a media intensità; come la classica sgambata agile, che garantisca il continuo lavoro muscolare e mantenga alta la velocità di circolazione del sangue. In questo modo sarà possibile trasportare con maggiore rapidità le scorie e migliorare il lavoro di pulizia dei muscoli. inoltre la produzione di adrenalina e noradrenalina dovuta all’alta intensità dello sforzo, modificheranno la risposta dei nostri muscoli, vanificando in parte la funzione dello stretching. Potranno essere utili alcuni esercizi di stretching per la parti che hanno mantenuto una maggiore staticità, come le spalle e la muscolatura lombare.
  • Un discorso simile lo si può fare anche quando svolgiamo lavori di media intensità ma per lungo tempo. In questo caso sarà importante concentrarsi ancora di più su spalle e collo; dando risalto anche al pettorale e ai muscoli legati al bacino con particolare attenzione allo psoas.
  • Se invece abbiamo girato per una giornata intera in Park; allora accanto ai lavori per la schiena e le spalle sarà bene dare sollievo anche ai quadricipiti. Questi avendo lavorato per lunghi tempi in isometria avranno bisogno di essere allungati, oltre a gradire una leggera pedalata che ne ristabiliscano la corretta dinamica

Lo stretching come allenamento indipendente

E’ in questa situazione che lo stretching può dare i maggiori benefici. Infatti programmare delle sedute che abbiano come focus gli esercizi di allungamento, permette di utilizzare i movimenti per correggere dei problemi posturali. E’ un metodo che potrebbe anche stressare la muscolatura, per cui è sconsigliabile farlo prima di un allenamento, così come sarebbe inutile a corpo caldo. Questa tipo di allenamento sarà l’oggetto del prossimo appuntamento, dove vi illustrerò una serie di esercizi dedicati a chi va in bici.

Conclusione

Si comprende come lo stretching sia uno strumento di allenamento importante ma da utilizzare con cognizione di causa, dandosi degli obiettivi da raggiungere a seconda che si sia al cancelletto di partenza, in procinto di fare un lungo allenamento oppure lontano da qualsiasi altro sforzo.



Scritto da

[email protected] Redattore ed esperto di viaggi in mountain bike. Chiropratico e personal trainer, da anni al seguito di alcuni dei più forti interpreti nazionali dell'enduro mtb.

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